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Niente celebrazioni di Serie B per le unioni civili

La giurisprudenza amministrativa condanna i provvedimenti che prevedono luoghi o giorni specifici per le unioni tra coppie dello stesso sesso
matrimonio gay omosessuali

di Valeria Zeppilli – Le unioni civili vanno celebrate in Comune nella stessa identica maniera dei matrimoni e non riservando alle stesse stanze meno decorose rispetto a quelle messe a disposizione delle coppie eterosessuali.

Con sentenza del 29 dicembre 2016, la Sezione di Brescia del TAR Lombardia ha infatti accolto il ricorso presentato da una coppia avverso il provvedimento del Comune di Strezzano che confinava la celebrazione delle unioni civili in locali "angusti e indecorosi", assai lontani nelle apparenze e nell'atmosfera dalla sala di rappresentanza del municipio ove invece si celebrano i matrimoni civili.

Anche se la legge numero 76/2016 non ha equiparato i due legami dal punto di vista formale (al contrario di quanto avviene in altri paesi), per i giudici ciò non toglie che la natura giuridica dei rispettivi atti costitutivi (formali, pubblici e successivamente registrati) sia la stessa.

La costituzione dell'unione, quindi, deve avvenire in locali idonei ad accogliere la relativa cerimonia.

Ma non solo.

Non è legittimo neanche prevedere dei giorni specifici per la celebrazione delle unioni civili, differenti da quelli riservati ai matrimoni.

Come sancito dal TAR Veneto con sentenza numero 640/2016 (qui sotto allegata), una simile scelta fa sorgere dei sospetti di un intento discriminatorio rispetto ai quali è opportuno fornire adeguata giustificazione.

Così, in questo secondo caso, il giudice ha accolto in via cautelare il ricorso presentato dal Comitato territoriale Arcigay di Padova avverso i provvedimento con i quali il Comune di Padova aveva individuato particolari giorni per le dichiarazioni di costituzione delle unioni civili e aveva considerato inapplicabili a queste le norme invece dedicate ai luoghi, agli orari e alle tariffe relative alla celebrazione dei matrimoni tra eterosessuali.

In altre parole: non esistono cerimonie di serie A e cerimonie di serie B e le unioni tra persone dello stesso sesso non possono essere in alcun modo discriminate.

TAR Veneto testo sentenza numero 640/2016
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(06/01/2017 - Valeria Zeppilli)
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