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Separazioni: basta con padri "disimpegnati" e madri "proprietarie"

Le interessanti riflessioni del Tribunale di Catania sull'affidamento dei figli
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di Valeria Zeppilli – Con ordinanza del 2 dicembre 2016 (qui sotto allegata) il Tribunale di Catania, pronunciandosi in tema di collocamento di un minore figlio di una coppia separata, ha scritto una lunga e interessante riflessione sulla delicata questione della scelta, al momento della separazione, del genitore con il quale il minore deve convivere.

Nel caso di specie, il giudice ha disposto che il piccolo sia collocato presso il padre, in quanto "persona emotivamente più equilibrata, psicologicamente più solida e, soprattutto, decisamente meglio orientata […] con riferimento alla percezione della realtà e ai doveri verso il figlio e l'altro genitore di lui e alle necessità del bambino".

Non è tanto la decisione a rilevare, però, quanto il fatto che tale conclusione è stata preceduta da diverse pagine motivazionali in cui il Tribunale si è lasciato andare a una considerazione meritevole di attenta lettura sulla diffusa tendenza ad affrontare il tema del collocamento in forza di un "non confessato pregiudizio di fondo" che non tiene conto che i figli non sono principalmente delle madri ma di entrambi i genitori e che quindi entrambi devono essere presuntivamente considerati idonei ad esercitare le loro responsabilità e a divenire affidatari e o collocatari dei minori.

Per il giudice, peraltro, mutare il collocamento o l'affidamento non deve essere visto come un atto violento o innaturale, ma come un atto coerente con la predetta affermazione e utile a favorire la consapevolezza dei figli di avere due genitori con uguali capacità e responsabilità.

Ciò posto, "una maggiore ricorrenza statistica di provvedimenti giudiziari di collocamento dei figli presso i padri contribuirebbe, peraltro, alla diminuzione del numero di "padri disimpegnati" e "madri proprietarie" che tanti danni arrecano alla educazione e serena crescita dei figli minori".

In ogni caso, al di là della scelta di quale sia il genitore collocatario, quest'ultimo ha sempre e comunque la responsabilità fondamentale di adoperarsi con il massimo impegno possibile per far sì che il figlio mantenga comunque un rapporto valido anche con l'altro genitore.

Di conseguenza, al momento di esaminare le vicende inerenti il rapporto tra figli e genitori separati, ciò che è importante fare è ricercare costantemente le condizioni relazionali migliori dei figli con ciascuno dei genitori.

Senza che la modifica dell'affidamento o del collocamento venga vissuta da uno o entrambi i genitori come una vittoria o una sconfitta di una battaglia combattuta tra di loro.


Si ringrazia il Dott. Marco Pingitore per la cortese segnalazione

Tribunale Catania testo ordinanza 2 dicembre 2016
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(12/12/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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