La raccomandata atti giudiziari è identificata da un colore e un codice che possono far scoprire in anticipo il suo contenuto e la sua provenienza
Persona con espressione dubitativa

Avviso in cassetta: colore e codice

[Torna su]

Se all'atto della consegna di una raccomandata non si è a casa e si riceve, quindi, un avviso di giacenza, è possibile capire di che tipologia sia il suo contenuto già solo guardando il cd. "codice raccomandata" e il colore dell'avviso. Questi due dati, infatti, permettono di capire subito se, per caso, si tratta di un atto giudiziario. Non è raro, del resto, che anche quest'ultimo arrivi per posta.

Partiamo dal colore: se in generale gli avvisi di giacenza delle raccomandate semplici sono di colore bianco, quando invece troviamo in cassetta un cartoncino verde è molto probabile che quello che andremo a ritirare sarà un atto giudiziario.

Il codice, poi, è ancora più chiaro.

Gli atti giudiziari, infatti, sono identificati con i codici 75, 76, 77, 78 o 79: se la cifra riportata sull'avviso inizia con una di queste coppie di numeri, l'unica alternativa all'atto giudiziario è una multa. Non necessariamente, quindi, un contenuto più piacevole.

Per completezza si segnala che i codici più "tranquilli" sono il 12, il 13 e il 14, che identificano le raccomandate semplici, e il 612, il 613 e il 614, che identificano le comunicazioni di banche e poste.

Se sull'avviso troviamo il codice 670, invece, molto probabilmente si tratterà di una cartella di Equitalia, mentre se troviamo il 608 o il 609 il mittente sarà un ente pubblico, come l'Inps, l'Agenzia delle entrate e gli altri.

Raccomandata giudiziaria 668

Anche il codice 668 identifica delle comunicazioni di natura giudiziaria, come gli avvisi di garanzia, i mandati di comparizione, le citazioni in tribunale e altre richieste dell'autorità giudiziaria

Leggi anche: "Raccomandate: ecco i codici che permettono di scoprirne il contenuto"

Scoprire mittente raccomandata

[Torna su]

Un ulteriore indizio per tentare di capire cosa ci dobbiamo aspettare dal ritiro della raccomandata è ricavabile dal suo numero identificativo.

Poste italiane, infatti, mette a disposizione un servizio, denominato "Dove Quando", con il quale è possibile individuare l'ufficio postale dal quale è stato spedito il plico e capire, quindi, se ad esempio un atto giudiziario inviato con raccomandata proviene da Napoli, da Bologna, da Padova, da Brescia, da Lecce o da un'altra città italiana.

Atti giudiziari: cosa sono?

[Torna su]

Quindi, se l'avviso è verde e il codice inizia con 75, 76, 77, 78 o 79 o è il 668 è molto probabile che si tratti di un atto giudiziario.

Ma cosa sono gli atti giudiziari?

Si tratta di tutti quegli atti relativi a un processo civile, a un processo penale o a un processo amministrativo, mentre non rientrano in tale categoria gli atti che provengono da autorità amministrative, come ad esempio Equitalia, Inps, Agenzia delle entrate, Carabinieri, Polizia o Comuni.

Generalmente, il riceverli comporta non poche seccature, in quanto molto probabilmente ci si ritroverà parti di un procedimento giudiziario. Tuttavia, non sempre è così: è anche possibile che il contenuto della raccomandata sia solo un atto con il quale siamo chiamati a testimoniare in una causa che riguarda terzi.

Vai alla guida: "Atti giudiziari: cosa sono e quali sono"

Giacenza degli atti giudiziari

[Torna su]

In ogni caso, anche quando utilizzando i predetti strumenti si crede di aver individuato il contenuto della busta da ritirare, la cosa più sbagliata da fare è quella di non provvedere al ritiro.

Gli atti giudiziari, infatti, si presumono conosciuti dopo che sono decorsi dieci giorni da quando il destinatario è stato avvisato con lettera raccomandata del tentativo di consegna degli stessi e del loro deposito presso la casa comunale o presso l'ufficio postale (a seconda che il tentativo sia stato fatto dall'ufficiale giudiziario o dal postino).

Al di là del termine in cui si intende perfezionata la notifica dell'atto giudiziario, occorre sottolineare, poi, che questo potrà essere ritirato entro massimo 180 giorni: decorsi sei mesi, infatti, l'atto torna al mittente.

Si segnala che per le raccomandate diverse da quelle contenenti atti giudiziari valgono delle regole diverse: la compiuta giacenza, infatti, si perfeziona decorsi 30 giorni da quello in cui la busta diviene disponibile per il ritiro (di norma il giorno successivo al tentativo di consegna). Decorso tale termine, il plico torna indietro al mittente e si presume che il destinatario ne abbia comunque conosciuto il contenuto.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
Condividi
Feedback

Foto: 123rf.com
In evidenza oggi: