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Giustizia civile: ben 532 giorni per chiudere una causa

Maglia nera per l'Italia secondo l'Eu Justice Scoreboard presentato dal commissario europeo alla giustizia
la giustizia a cavallo di una lumaca evoca lentezza sistema

di Marina Crisafi - Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, i tempi della giustizia civile italiana rimangono tra le peggiori di tutta l'Europa. Ad evidenziarlo è il 2016 Eu Justice Scoreboard (quarto rapporto annuale sulla giustizia nei 28 paesi Ue) presentato ieri dal commissario europeo alla giustizia, Vera Jourovà, mostrando i dati medi relativi al 2014 che confermano l'Italia maglia nera nell'ambito del contenzioso civile (e non solo).

Nello specifico, se nel 2013 occorrevano 608 giorni per chiudere una causa in primo grado, in media nel 2014, ci sono voluti 532 giorni, riporta il rapporto, ben cinque volte più del tempo necessario rispetto alla Lituania, paese che ha registrato i migliori risultati nel campo. 192 giorni occorrono invece in Germania, 318 in Spagna e 348 in Francia.

Peggio di quella italiana solo la giustizia di Malta dove mediamente occorrono 536 giorni per chiudere un processo di primo grado.

Unica consolazione: i dati del rapporto sono incompleti, in quanto per alcuni paesi (come Cipro) sono disponibili solo i dati al 2013, mentre mancano completamente quelli del Regno Unito, del Belgio, della Bulgaria e dell'Irlanda.

La situazione non migliora con riferimento al numero e all'indipendenza dei magistrati.

Il rapporto evidenzia infatti che ogni 100mila abitanti l'Italia ne ha 11, collocandosi poco più sopra della Francia (10) ma al di sotto della Spagna (12) e della Germania (24).

Per contro, invece, la penisola ha 368 avvocati ogni 100mila abitanti, superando di gran lunga la Spagna (291), la Germania (202) e la Francia (93,6). 

Quanto all'indipendenza della magistratura italiana, il rapporto comunitario fa il punto anche sulla percezione mostrando come il 60% circa delle persone interpellate la consideri "piuttosto o molto cattiva". Idem per le imprese. Peggio di noi in questa categoria solo la Bulgaria e la Slovacchia, al top invece Danimarca e Finlandia. 

Lieve miglioramento si registra, infine, sul fronte costi.

L'Italia infatti spende per il funzionamento della giustizia 95 euro l'anno pro-capite, meno della Germania (146 euro) e del Regno Unito (155 euro), ma più della Francia (72 euro) e della Spagna (82 euro). 

In definitiva, la situazione italiana, come dichiarato dalla commissaria Jourova in conferenza stampa, mostra "spazi di miglioramento" ma si ribadisce l'urgenza di una modernizzazione del sistema giudiziario ancora farraginoso. Non si escludono, quindi, nuovi richiami. 

(12/04/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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