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Italiani, arrivano le tredicesime. Valgono 30 miliardi e sono un po' più “pesanti”

L'analisi effettuata dalla Cgia di Mestre
euro

di Marina Crisafi – Stanno per arrivare le "consuete" tredicesime attese da circa 33 milioni di lavoratori e pensionati italiani. Ma quest'anno saranno leggermente più "pesanti": gli importi erogati dal primo dicembre (e a seguire nelle settimane successive), al netto delle ritenute Irpef, vedranno lievi aumenti a partire da 14 euro (per le 13sime degli operai specializzati) fino a 25 euro (per i capi ufficio), passando per i 16 euro circa degli impiegati e per i soli 3 euro dei pensionati con assegni di circa mille euro al mese.

Ad evidenziarlo è la stima elaborata dall'ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo cui l'importo globale che sarà erogato sfiorerà quest'anno i 30 miliardi di euro con grossi benefici per l'erario che incasserà dalle ritenute Irpef applicate al beneficio un gettito di ben 10 miliardi di euro.

Sotto il profilo territoriale, la regione che avrà maggiori percettori sarà la Lombardia (quasi 6 milioni), mentre quella meno "interessata" sarà la Valle d'Aosta, con circa 77mila persone.

Quanto ai piccoli aumenti, invece, spiegano dall'ufficio studi, derivano dai rinnovi contrattuali di quest'anno "che hanno assicurato degli aumenti retributivi medi dell'1,14% e superiori alla crescita dell'inflazione che nel 2015 è stata pari a zero".

Così al netto riferisce l'associazione, facendo i conti in tasca alle categorie di lavoratori: rispetto allo scorso anno, un ipotetico operario specializzato con una retribuzione lorda annua di poco superiore ai 22.700 euro, porterà a casa 1.328 euro netti di tredicesima; un impiegato con una retribuzione che sfiora i 27.500 euro guadagnerà 1.483 euro netti; e infine un capoufficio con un reddito annuo lordo di quasi 51mila euro percepirà come mensilità aggiuntiva circa 2.563 euro netti.

Quanto ai pensionati, invece, con un imponibile annuo Irpef di quasi 17mila euro, non si accorgeranno molto della differenza, percependo circa 987 euro, solo 3 euro in più rispetto alla 13sima incassata nel 2014.

Tutte le tredicesime dei lavoratori, ricorda il coordinatore dell'ufficio studi, Paolo Zabeo, non sono soggette al beneficio del bonus Renzi. Anche chi ne ha goduto quest'anno segnala Zabeo nel comunicato pubblicato sul sito istituzionale, non potrà "beneficiare di questa agevolazione sulla mensilità aggiuntiva: la legge, infatti, non lo prevede. Anzi, non è da escludere che alcuni dipendenti che hanno percepito lo sconto fiscale fino ad ora siano costretti a restituirlo". Ricorda infatti che "gli 80 euro in più in busta paga spettano a coloro che non superano i 24.000 euro di reddito e in misura minore se lo stesso è compreso tra i 24.000 e i 26.000 mila euro. Pertanto, se nel corso dell'anno sono state superate queste soglie, senza che il datore di lavoro ne abbia tenuto conto, la restituzione di quanto percepito avverrà con la decurtazione della busta paga di dicembre".

(15/11/2015 - Marina Crisafi)
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