Studio Cataldi: notizie giuridiche e di attualitą
Home Notizie giuridiche Notizie di attualitą Ultima ora

News per il tuo sito Feed rss news Consulenza legale Newsletter Giuridica Toolbar Giuridica



Responsabilitą medica Infortunistica stradale Diritto Civile Diritto Penale Diritto del Lavoro Diritto Previdenziale Diritto di Famiglia Diritto Commerciale Diritto Costituzionale Diritto Amministrativo Tributario e Fiscale Immigrazione Condominio Tutti gli argomenti



Studi legali Consulenze legali Riviste e portali


Salute e benessere Traduttore Messaggi SMS gratis Biglietti da visita Tutto sul tempo libero»

Cassazione. Equo indennizzo: Danno non patrimoniale sempre presunto. Onere della prova grava su amministrazione resistente.


Con la sentenza 1099 depositata il 22 gennaio 2010 la Prima sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di lesione del diritto alla ragionevole durata del giudizio, il danno non patrimoniale si presume sino a prova contraria. Per questo motivo non grava sul ricorrente l'onere di allegazione della prova sull'insussistenza del danno, ma sull'amministrazione ricorrente che, pertanto, è tenuta a dover fornire elementi idonei a far escludere la sussistenza di un tale danno in concreto. Secondo la ricostruzione della vicenda, il ricorrente si era visto rigettare la domanda di equo indennizzo proposta alla Corte d'Appello: i giudici di prima istanza, pur avendo riconosciuto l'irragionevole durata del processo, avevano rigettato la richiesta di equo indennizzo per il solo rilievo basato sulla mancanza della prova del danno (subita dallo stesso ricorrente) prodotta in giudizio. Accogliendo il ricorso del ricorrente, gli Ermellini hanno infatti stabilito che la circostanza che "non fossero stati specificati gli elementi costitutivi del danno non patrimoniale da ciascuno di essi lamentato, non poteva avere rilievo al fine di escludere l'indennizzabilità del pregiudizio". La Corte ha inoltre aggiunto che "ininfluente, a tal fine, è il fatto che la causa avesse avuto esito negativo e che tale esito fosse in qualche modo prevedibile, giacché l'esito favorevole della lite non condiziona il diritto alla ragionevole durata del processo, ne' incide di per sé sulla pretesa indennitaria della parte che abbia dovuto sopportare l'eccessiva durata della causa, salvo che essa si sia resa responsabile (...) di lite temeraria o, comunque di un vero e proprio abuso del processo".
(29/01/2010 10:00 - Autore: Luisa Foti) - Cita nel tuo sito  | Commenti




Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites More RSS giuridici
Vedi ultimi commenti | Commenta questo articolo:
blog comments powered by Disqus

Raccolta normativa Sentenze Cassazione Codici OnLine Legge Finanziaria




Danno biologico Tariffe avvocati Scorporo fatture Formulari OnLine Ricerca libri giuridici Interessi legali Rivalutazione monetaria Aste giudiziarie Ricerca CAP Numeri telefonici Esame avvocato Corso concorso in magistratura Tutte le risorse»


Ultima ora Legge Finanziaria Giornali e riviste Previsioni Meteo

Lo staff |  Contattaci |  Notizie giuridiche |  Notizie di attualitą |  Leggi e sentenze |  Consulenza legale |  Chat line
© Studio Cataldi 2001-2012