Sei in: Home » Articoli

Entrate: vendite sul web? Ai fini fiscali, assimilate alle vendite per corrispondenza

Con la risoluzione 2747E del 5 novembre, l'Agenzia delle Entrate, rispondendo all'istanza di un'azienda d'abbigliamento, ha chiarito che chi effettua la vendita on-line di beni non è tenuto a rilasciare la relativa certificazione fiscale (scontrino o fattura) ma in ogni caso è obbligata alla registrazione dei corrispettivi, al fine di garantire la certezza della provenienza dei beni in caso di restituzione della merce acquistata. Secondo la ricostruzione della vicenda, un'azienda leader nel campo dell'abbigliamento, intenzionata ad aprire un punto di vendita sul web, aveva proposto il quesito all'Agenzia delle Entrate che ha quindi chiarito l'obbligo per la registrazione della merce venduta on-line: come viene previsto dal D.P.R. n. 633/72, (“Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto”) i corrispettivi delle vendite sono soggetti obbligatoriamente a registrazione.
Il venditore dovrà quindi conservare le generalità dell'acquirente, il prezzo rimborsato e il codice del'articolo acquistato e quello reso. L'agenzia spiega però che tali aziende, intenzionate a commercializzare i loro prodotti sul web, verranno assimilate ai venditori per corrispondenza in quanto il prodotto viene consegnato materialmente nel domicilio indicato dal consumatore-acquirente: per questo motivo si seguirà la disciplina della non soggezione all'obbligo di fattura o di scontrino o ricevuta fiscale, come previsto dall'art.22, co.1, del dpr 633/72. “L'emissione della fattura non è obbligatoria – si legge dalla disposizione - , se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell'operazione, per le cessioni di beni effettuate da commercianti (…) per corrispondenza”. È bene infatti precisare che, secondo l'art.11 del regolamento CE n. 1777/2005, per “commercio elettronico” si deve intendere quella serie di “servizi forniti attraverso Internet o una rete elettronica e la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e, in assenza della tecnologia dell'informazione, impossibile da garantire”. Ma se, come nel caso di specie, la transazione commerciale avviene in via telematica e il cliente riceve la merce a domicilio secondo i canali tradizionali, vettore o spedizioniere, allora si tratterà di “commercio elettronico indiretto”, potendosi quindi applicare la disciplina delle vendite per corrispondenza.
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(19/11/2009 - Luisa Foti)
Le più lette:
» Avvocati: redditi sempre più bassi, è allarme
» Canone Rai: chi non vuole pagare nel 2017 deve dichiararlo entro dicembre
» Trenitalia: treni "nascosti" per fare acquistare i viaggi più cari, Antitrust apre istruttoria
» Cassazione: la clausola claims made non è vessatoria
» I compensi per l'atto di precetto con tabella e strumento di calcolo online
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF