Sei in: Home » Articoli

Il divieto di 'reformatio in peius' riguarda tutti gli elementi del calcolo della pena

Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione (Sentenza n. 40910/2005) hanno stabilito "che il divieto di 'reformatio in peius' investe anche i singoli elementi che compongono la pena complessiva e riguardi non solo il risultato finale di essa, ma tutti gli elementi del calcolo relativo". I Giudici hanno precisato che la disposizione contenuta nel quarto comma dell'art. 597 c.p.p. individua "come elementi autonomi, pur nell?ambito della pena complessiva, sia gli aumenti o le diminuzioni apportati alla pena base per le circostanze, sia l?aumento conseguente al riconoscimento del vincolo della continuazione". Lo hanno stabilito le Sezioni Unite penali, con la sentenza n. 40910 del 27 settembre 2005, precisando che quando in appello viene esclusa, su impugnazione del solo imputato, la circostanza aggravante applicata in sentenza, il giudice, anche se irroghi una pena inferiore a quella comminata in precedenza, non può assumere, come pena base, una pena di entità maggiore di quella determinata in primo grado.
Leggi la motivazione della sentenza
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(13/12/2005 - Cristina Matricardi)
Le più lette:
» Infortuni: arriva il reato di omicidio sul lavoro
» Due multe da 286 euro e salvi la patente
» Bollo auto: se non paghi entro 3 anni radiazione sicura
» Avvocato e notaio: ecco le professioni più noiose
» Al via gli sportelli per fare ricorso senza avvocati
In evidenza oggi.
Al via gli sportelli per fare ricorso senza avvocati
Avvocati: via libera ai 6 mesi di pratica anticipata per i laureandi
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF