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Cassazione: legittimo lo stato di adottabilità se la madre non garantisce uno sviluppo psicofisico adeguato

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di Licia AlbertazziCorte di Cassazione civile, sezione prima, sentenza n. 13911 del 18 Giugno 2014. 

E' legittima la dichiarazione dello stato di adottabilità del minore che abbia come unico parente la madre affetta da disturbi comportamentali, sebbene non di natura psichiatrica, che risulti di fatto inidonea a garantire al figlio uno sviluppo psicofisico adeguato. Così come è da escludere in questo senso una “adozione mite”, intendendosi con tale termine quello stato per cui il minore, pur se affidato a una famiglia, resterebbe in contatto con quella d'origine. E' quanto ha statuito la Cassazione nella pronuncia in oggetto.

Nel caso di specie il minore era stato concepito a seguito di una relazione occasionale e sarebbe stato riconosciuto solo dalla madre. La donna aveva manifestato fragilità emotiva e stato di confusione e ciò ne aveva pregiudicato la capacità di occuparsi del figlio. Di qui la decisione di dichiarare lo stato di adottabilità.

La Suprema Corte ricorda come in questi casi il sindacato di legittimità non può arrivare a sindacare l'opportunità della decisione del giudice di merito, ma può solo valutare la corretta applicazione delle regole procedurali e di diritto sostanziale, essendo a tal fine sufficiente che il giudice del merito motivi la propria decisione in modo logico e approfondito

Nella sentenza si legge anche che lo scopo della dichiarazione di adottabilità non è quello di sanzionare la condotta dei genitori, quanto di fungere da protezione del diritto del minore a crescere in un ambiente emotivo sano ed equilibrato laddove la famiglia d'origine non sia in grado di garantirlo. In definitiva, al fine di scongiurare la dichiarazione dello stato di adottabilità, occorre che il giudice valuti se allo stato sussista un grave pericolo di compromissione della salute fisica e mentale del piccolo onde evitare che tale situazione, protratta nel tempo, possa arrecargli ulteriore grave pregiudizio; per questo motivo non è sufficiente la sola dichiarazione del genitore di rendersi disponibile a seguire un percorso di crescita e di maturazione.

Vedi anche: La guida legale sulle adozioni


Vai al testo della sentenza 13911/2014
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(21/06/2014 - Licia Albertazzi)
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