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Il diritto spagnolo: Le risorse proprie degli istituti di moneta elettronica.

IME EDE  moneta elettronica Spagna
A cura di: Dott. Luca Vaccari - Partenr and Business Advisor at Ana Fernández & Geval Law Firm La normativa spagnola circa gli istituti di moneta elettronica, tra le tante disposizioni che contempla sia per l'organizzazione che per l'esercizio stesso dell'impresa, contempla anche una serie di articoli che riguardano le risorse proprie e, soprattutto, i vari parametri per la determinazione della consistenza delle risorse proprie. Vediamo quindi insieme come il legislatore iberico ha scelto di affrontare questa materia, in modo particolare ponendosi il problema di fornire delle tutele sufficientemente efficaci e affidabili a favore dei potenziali utenti. Prima di tutto, bisogna tenere presente che il patrimonio netto degli istituti di moneta elettronica deve ammontare ad almeno il totale indicativo – quello più elevato – tra le disposizioni presenti negli articoli 2 capoverso c e 18 e, nella determinazione di questo totale, la Banca di Spagna ha il diritto ad esercitare una vigilanza a che il calcolo non venga effettuato in modo errato, calcolando più di una volta il capitale che appartenga ad altra società (finanziaria o assicurativa, o che operi in attività differenti o connesse comunque con lo scopo dell'emissione di moneta elettronica) del gruppo cui appartenga anche l'istituto di moneta elettronica. Veniamo ora a prendere in esame quelli che sono gli aspetti contabili che stanno alla base della determinazione dei requisiti dei fondi propri degli istituti di moneta elettronica. Al di là di ogni disposizione contenuta nel regio decreto e nella legge 21/2011 del 26 luglio, bisogna tenere presente che la base di capitale degli istituti di moneta elettronica deve ammontare al totale delle singole voci indicate qui di seguito: il riferimento è l'articolo 19 del regio decreto 712/2010 del 28 maggio, e per l'emissione di moneta elettronica è necessario disporre di almeno il 2 per cento dell'intera massa monetaria elettronica media in circolazione, computando sei mesi di esercizio. Nel caso in cui invece gli istituti di moneta elettronica svolgessero delle attività previste dall'articolo 8.1 della legge 21/2011 del 26 luglio, non direttamente connesso con l'emissione di moneta elettronica e, soprattutto, non fosse possibile stimare anticipatamente la massa di moneta elettronica circolante, gli istituti possono procedere al calcolo utilizzando una percentuale rappresentativa, che deve essere comunque in linea con stime riferibili ai dati storici e previa approvazione della Banca di Spagna. In conclusione, poi, non bisogna dimenticare il ruolo della Banca di Spagna quale entità di garanzia nel caso in cui l'istituto di moneta elettronica non avesse portato avanti un periodo sufficiente di attività: in questo caso, infatti, le risorse proprie domandate allo stesso sarebbero calcolate sulla scorta di alcune stime circa la massa di moneta elettronica circolante in rapporto al business plan, eccetto che la Banca di Spagna non domandi qualche tipo di rettifica al documento stesso. Per gli imprenditori interessati a fare business in Spagna è disponibile una comparativa fiscale con pratico esempio al seguente link:COMPARATIVA FISCALE ITALIA - SPAGNA
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(23/09/2013 - L.V.)
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