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Legge Gasparri, in aula il 26 gennaio

Roma, 18 dic. (Adnkronos) - La legge Gasparri fara' nuovamente 'capolino' alla Camera con l'anno nuovo, a gennaio. Le commissioni competenti se ne occuperanno a partire dal 7, mentre il testo sara' ancora in aula il 26 gennaio. Lo decisione e' stata presa dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Stamattina, le commissione Cultura e Trasporti avevano inizialmente deciso di fissare a meta' gennaio il nuovo esame della Gasparri. Poi il presidente della Camera Casini ha visto i presidenti delle commissioni, Adornato e Romani, e' stato riconvocato l'Ufficio di presidenza ed e' seguito il cambio di programma.
Dal 7 gennaio in commissione si partira' con alcune audizioni sul Sic mentre a meta' mese resta fissato l'esame in sede referente. Poi, a febbraio, dovrebbe partire il vero e proprio esame del testo in aula con un possibile contingentamento dei tempi. ''Ho proposto che si riapra il dibattito sulla legge Gasparri soltanto sugli 8 articoli sui quali hanno incidenza i rilievi del capo dello Stato -ha detto il presidente della commissione Trasporti della Camera, Paolo Romani-. Non mi pare il caso di riesaminare per intero un provvedimento di 27 articoli. Forse, invece, si possono correggere alcune distorsioni emerse nel corso del tormentato iter parlamentare del provvedimento. Io credo che il dibattito si debba concentrare soprattutto sugli art.li 15 e 25''. Quanto alla possibilita' di un decreto legge per 'salvare' Rete 4, Romani sottolinea che e' una decisione che spetta all'esecutivo. ''La scadenza del 31 dicembre va comunque superata -avverte- altrimenti vanno a casa molte persone e le aziende chiudono in forte debito. La situazione e' difficile e il decreto potrebbe essere uno strumento per risolverla''. I parlamentari Ds Giorgio Panattoni ed Eugenio Duca hanno commentato duramente in una nota l'atteggiamento della maggioranza oggi in Commissione. ''Questa mattina l'Ufficio di Presidenza delle commissioni Cultura e Trasporti della Camera ha affrontato il tema della revisione della legge, rinviata alle Camere dal Presidente della Repubblica.
Il ministro Gasparri non ha ritenuto di dover essere presente -affermano Panattoni e Duca-. I presidenti delle commissioni e i relatori non hanno fornito alcun elemento di valutazione sulle osservazioni di Ciampi, ne' alcuna indicazione sul comportamento che intendono adottare per la discussione della legge''. ''Sulle sorti del ddl Gasparri oggi abbiamo avuto la conferma che la maggioranza e' allo sbando e sta brancolando pericolosamente nel buio'' dice Giovanna Grignaffini, capogruppo Ds in Commissione Cultura. ''L'unica cosa certa e' che il centrodestra non vuole in nessun modo affrettare i tempi di discussione per provare a dare, in tempi brevi, risposte legislative ai rilievi posti dal Presidente della Repubblica -denuncia Grignaffini-. Oggi non e' emersa alcuna proposta del centrodestra e l'assenza del ministro Gasparri e' un ulteriore segnale di una crisi''. Analogo il giudizio del parlamentare della Margherita, Andrea Colasio: ''E' cominciata nel migliore dei modi, con la vistosa assenza del ministro Gasparri, la conferenza dei capigruppo delle commissioni congiunte Cultura e Trasporti sul messaggio del presidente Ciampi. Governo assente e maggioranza allo sbando: questo il clima che si respira nelle commissioni di merito che dovrebbero definire il percorso e le modalita' di discussione del messaggio di Ciampi''. ''E' del tutto evidente che per maggioranza e governo piu' che il confronto parlamentare interessa definire un decreto salva Rete 4 -aggiunge-. Resta altrettanto evidente pero' che il confronto di merito sui rilievi critici del messaggio di Ciampi e il loro effetto sistemico sulla legge sono ineludibili, una consapevolezza che traspare non solo dalle dichiarazioni ma anche dalle espressioni di diversi deputati di maggioranza''.
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(18/12/2003 - Adnkronos)
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