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Madonna e la propaganda che non piace al Cremlino

madonna
di Barbara LG Sordi -
Che il Cremlino di recente abbia problemi con la musica, lo avevamo già notato (e denunciato) a riguardo del gruppo punk (dissidente e propagandista) delle Pussy Riot. E adesso lo conferma con la denuncia contro, nientepopodimenoche, sua maestà del Pop Madonna Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna, per "propaganda gay".

Propaganda gay(?) che si sarebbe svolta durante il concerto tenuta dalla cantante statunitense lo scorso 9 agosto, nel quale, oltretutto, prese le difese delle Pussy Riot (mostrando la schiena nuda decorata dalla scritta "Pussy Riot"). Madonna è stata denunciata da un gruppo di attivisti filo-cremliniani, il cosiddetto Sindacato dei cittadini russi", offesi dallo show al punto da far citare in giudizio l'artista per "danni morali per aver promosso l'omosessualità". Battaglia che la Ciccone combatte da sempre, quindi nessuno dovrebbe scandalizzarsi, non più di tanto almeno.

Peccato però che a San Pietroburgo, dove il concerto si era svolto, esista una legge contro la propaganda gay tra minori. Ma cosa ha mai fatto Madonna per meritarsi questa denuncia? Ha distribuito braccialetti rosa invitando il pubblico ad alzare le braccia, come segno di protesta e di sostegno alla comunità gay russa (che, superfluo dirlo, non se la passa proprio bene a queste parti) . Fin qui, diciamo nulla di non perdonabile anche da parte del Governo russo. Peccato però che Madonna non sia riuscita a trattenersi da una simulazione di violenza su una croce; e questo certamente non poteva finire nel dimenticatoio.

Anche perché è stato proprio il pubblico (beh si non proprio tutto il pubblico, solo nove spettatori!) a denunciarla e a volerla portare in tribunale. La prima udienza, svoltasi l'11 ottobre, è stata disertata dalla cantante e dai suoi legali, ora si attende la prossima fissata per il 25 ottobre, il cui avviso è stato recapitato all'indirizzo newyorkese. Forse però sarebbe stato meglio un avviso multiplo spedito in tutte le magioni della signora, per aver la certezza di ricezione. Pare comunque che le cose possano buttar male per Madonna, soprattutto perché in ballo ci sono molti soldi, quelli richiesti per risarcimento dei sopraddetti danni morali, e che ammontano a ben 10 milioni di euro. Una cifra che garantirebbe più di un milione di risarcimento a testa, non male come rimborso per uno e spettacolo poco gradito.

La popstar ha dalla sua due punti su cui basare la difesa e smontare (o comunque indebolire) le accuse. Innanzitutto il video del concerto, usato per muovere l'accusa di blasfemia, è stato girato di nascosto, contravvenendo al divieto esplicito di fare riprese durante lo spettacolo. E poi tra gli "offesi" ci sono anche dei minorenni,che non avrebbero dovuto essere al concerto: sul biglietto era specificato che solo i maggiorenni avrebbero dovuto partecipare, per via delle scene esplicite.

Vedremo se Madonna si presenterà questa volta all'appello.
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(23/10/2012 - Barbara LG Sordi)
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