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“La frode alla legge”: in Russia il problema rimane aperto

russia mosca
Il concetto “la frode alla legge” è nato nel diritto romano e fino ad ora viene utilizzato nelle legislazioni di certi paesi del cosiddetto diritto continentale (Italia, Francia, Spagna ecc.). Per esempio, l'art. 1344 c. c. vieta i contratti “in frode alla legge”, stabilendo che tali accordi vanno dichiarati nulli. Nel diritto anglo-sassone, invece, il concetto in questione non si è affermato e non è stato mai svolto nella dottrina. Insomma, il punto di vista inglese e quello statounitense riguardo alla “frode alla legge” sono stati espressi benissimo dal giudice inglese Krenworth nella sentenza Edwards v. Hall: “Non ho mai capito cosa significhi la frode di una legge parlamentaria. Una legge può essere applicabile a una situazione oppure no. Se non lo è, si ha diritto di eluderne l'applicazione e il divieto. Se invece sì, bisogna dirlo e, in tal caso, è chiaro come si debba agire”. In Russia il problema è stato rimesso in discussione in vista della riforma del Codice Civile russo iniziata dalla Ordinanza del Presidente del 18 luglio 2008 “Sul miglioramento del Codice Civile russo”. I sostenitori dell'introduzione della nozione “la frode alla legge” alla legislazione civile russa si riferiscono tra l'altro all'esperienza degli stati europei continentali di cui sopra, mentre l'argomento principale di quelli che stanno contro consiste nel ritenere che l'affermazione di tale concetto provocherebbe una maggiore arbitrarietà da parte dei giudici.
Dott. Alexander Gusev, MGIMO-Università (Russia)
Email: gusev.pravo@yandex.ru
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(13/02/2012 - Alexander Gusev)
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