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Diritti e doveri del conduttore

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Guida sulle locazioni

Salvo quanto detto poc'anzi, le principali obbligazioni del conduttore, ai sensi dell'art. 1587 e ss. del codice civile, sono: prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia (cfr. art. 1176 c.c.) nel servirsene per l'uso determinato nel contratto o per l'uso che può altrimenti presumersi dalle circostanze (con il divieto, pertanto, di mutare la destinazione pattuita o quella insita nella natura della res medesima), nonché far pervenire al locatore il corrispettivo nei termini convenuti (come si approfondirà in prosieguo, si tratta del canone di locazione, anche detto comunemente “affitto”, “pigione” o simili). Nel rinviare agli artt. 1588 e 1589 c.c. circa le regole in caso di perdita o deterioramento della cosa (a seconda che la causa sia imputabile al conduttore o meno) e agli artt. 1592 e 1593, rispettivamente, per le ipotesi di miglioramenti e di addizioni apportati dal conduttore al bene durante la locazione, è interessante approfondire quanto disposto dall'art. 1590 in merito all'obbligo di restituzione. Il conduttore è tenuto a riconsegnare la cosa al locatore “nello stato medesimo in cui l'ha ricevuta, in conformità della descrizione che ne sia stata fatta dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante dall'uso della cosa in conformità del contratto”. Il codice, poi, introduce la presunzione relativa (ossia da intendersi salvo prova contraria) della ricezione della cosa “in buono stato di manutenzione”, da parte del conduttore per l'evenienza che le parti abbiano omesso si redigere la suddetta descrizione.

La legge prevede anche l'eventualità che il bene locato, al momento della presa in consegna da parte del conduttore, presenti vizi “che ne diminuiscano in modo apprezzabile l'idoneità all'uso pattuito” (art. 1578 c.c.). Se non si tratta di vizi conosciuti o facilmente riconoscibili, il conduttore potrà chiedere la risoluzione del contratto nonché il risarcimento del danno nel caso i vizi siano scoperti in un momento successivo (vizi sopravvenuti: art. 1582 c.c.).

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