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La Cassazione a rischio default

L'allarme del presidente Canzio: "è questione di ore". Serve un decreto urgente
Giudice della cassazione

di Marina Crisafi – 80mila ricorsi, 150mila pendenze solo nel civile. Sono questi i "numeri" che rischiano di mandare in default la Cassazione, come annunciato oggi dal primo presidente Giovanni Canzio durante il convegno organizzato dal Csm presso la Corte.

Una Corte schiacciata letteralmente sotto una montagna di pendenze, soprattutto delle sezioni unite, sommerse da un arretrato pari a 51mila ricorsi.

La situazione di emergenza "è sotto gli occhi di tutti – ha aggiunto Canzio e urge pertanto - un decreto legge urgente per evitare il default".

L'appello rivolto dal primo presidente al ministro della giustizia Andrea Orlando, a fianco a lui durante il convegno, è per "interventi semplici e mirati", come l'utilizzo in udienza dei giudici del massimario, i tirocini anche in Cassazione, e "se necessario anche i giudici ausiliari".

"Finora ci ha salvato l'auto-organizzazione – ha affermato ancora Canzio e l'aver spinto i limiti di legge - fino all'ultimo degli anfratti: ma adesso è questione di giorni, di ore: fate il decreto legge". All'accorato grido d'aiuto si è aggregato immediatamente il procuratore generale, Pasquale Ciccolo.

Dal canto suo, anche il Csm converge sull'urgenza di un intervento per ridurre il carico di piazza Cavour. "Che i temi discussi oggi siano urgenti è fuori discussione e come tali vanno affrontati" ha affermato infatti il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. Ma la scelta dello strumento legislativo – ha aggiunto - "spetta ovviamente al governo e al capo dello Stato nell'ambito delle rispettive prerogative costituzionali".

La risposta del Governo non è tardata ad arrivare, annunciando, con una nota del sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, la promozione di ogni iniziativa "volta a rendere il lavoro della Corte di Cassazione il più fluido ed efficiente possibile".

Questo – ha proseguito Ferri – "è un principio che ha ispirato da sempre l'azione dell'esecutivo nella convinzione che una giustizia rapida ed efficiente è il risultato a cui dobbiamo ambire per offrire un

servizio di primissima qualità alla collettività. Sono convinto che

solo dall'individuazione di obiettivi condivisi e da una piena sinergia tra le azioni del legislatore e l'opera quotidiana dei soggetti del mondo della giustizia possa scaturire un lavoro responsabile e lungimirante".

Staremo a vedere.

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(01/03/2016 - Marina Crisafi)
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