Il falso ideologico

Gli articoli 476 e seguenti del Codice penale sanzionano la falsità in atti. Si distinguono le fattispecie di falsità ideologica e falsità morale.
giudice sentenza martello
di Giovanna Molteni

La falsità in atti

Gli articoli 476 e seguenti del Codice penale sanzionano la falsità in atti. Si distinguono le fattispecie di falsità ideologica e falsità morale. 

Il falso ideologico è la menzogna contenuta in un documento. La falsità ideologica, in quanto cade sulle attestazioni dell'autore, riguarda il contenuto del documento che -non risultando né contraffatto, né alterato- reca appunto dichiarazioni menzognere. In tale ipotesi si può parlare di non veridicità dell'atto.

Il falso ideologico si distingue nettamente dal falso materiale che si risolve nella contraffazione o nell'alterazione documentale, cioè nella creazione di un documento da parte di colui che non ne è l'autore o nella modifica del documento originale redatto da chi vi appare autore. In tale ipotesi si può parlare di non genuinità dell'atto. 

La distinzione in esame ha un rilievo soprattutto pratico posto che le falsità materiali sono sempre punibili in quanto siano giuridicamente rilevanti. Invece le falsità ideologiche per essere perseguibili, oltre alla rilevanza giuridica, richiedono anche che l'autore del falso sia venuto meno all'obbligo giuridico di attestare o far risultare il vero.

La disciplina codicistica

Il Codice penale non solo punisce il falso ideologico del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio realizzato in un atto pubblico ma sanziona anche il privato che realizza la falsità in atto pubblico. Pertanto il legislatore si è occupato della falsità ideologica solo qualora essa riguardi il contenuto di un atto inerente la sfera dell'attività pubblica. Di contro, se si escludono le previsioni di cui agli articoli 481 e 484 c.p, il falso in scrittura privata non è punito, non sussistendo alcun generale obbligo in capo al privato di redigere atti veritieri. 

Se il falso ideologico si risolve nella rappresentazione o narrazione di un fatto non veritiero, esso è prospettabile unicamente per gli atti a contenuto descrittivo o narrativo, ma non anche rispetto ad atti che contengano deliberazioni o statuizioni ovvero l'espressione di un giudizio o di un parere.

L'elaborazione giurisprudenziale: tre pronunce chiarificatrici

Nel caso di un concorso pubblico, la falsità ideologica può essere consumata anche mediante un'attestazione incompleta - perché priva dell'informazione su un determinato fatto -, ogniqualvolta il contenuto espositivo dell'atto sia, comunque, tale da far assumere all'omissione dell'informazione, relativa ad un determinato fatto, il significato di negazione della sua esistenza ovvero attribuisca al tenore dell'atto un senso diverso, così che l'enunciato descrittivo venga ad assumere nel suo complesso un significato contrario al vero. 

A nulla rilevando il fatto dello svolgimento delle mansioni proprie del suo ufficio, commette il reato di falso ideologico il pubblico dipendente che, in concorso o inducendo in errore i soggetti ai quali la pubblica amministrazione ha affidato la funzione di attestare l'orario di lavoro dei dipendenti, dichiara falsamente la propria presenza sul posto di lavoro.

Non integra il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico la condotta di colui che, fermato dalla Polizia alla guida della propria auto, dichiari falsamente di essere in possesso di patente di guida e di averla dimenticata a casa, non sussistendo, in tal caso, l'obbligo del privato di dire la verità, posto che il verbale della polizia, contenente le dichiarazioni del privato, non è destinato ad attestare la verità dei fatti dichiarati ed il reato in questione è ravvisabile quando l'atto pubblico, nel quale sia trasfusa la dichiarazione del privato, sia destinato a provare la verità dei fatti attestati.
(21/06/2015 - Giovanna Molteni)
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