La normativa sui prestiti

Quali norme si applicano ai prestiti e su quali aspetti della prestazione incidono, dalla privacy dei clienti alla trasparenza delle operazioni

  1. Prestiti e privacy
  2. Prestiti e trasparenza
  3. Il prestito nel codice civile

Prestiti e privacy

Il prestito, ovverosia il finanziamento di una somma di denaro concessa da un soggetto a favore di un altro, se è fatto a titolo professionale deve rispettare sempre alcune fondamentali previsioni di legge, che riguardano molteplici aspetti, ma in modo principale la privacy dei clienti alla trasparenza delle operazioni compiute. 

Innanzitutto, chi concede prestiti a titolo professionale deve rispettare la privacy dei propri clienti e attenersi, quindi, alle previsioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo numero 196/2003, come di recente modificato per adeguarsi alla normativa europea del GDPR.

Gli istituti di finanziamento, in particolare, devono rispettare i diritti e la dignità dei clienti, anche assicurando la riservatezza dei dati sensibili e dell'identità personale di ogni individuo che si rivolge loro.

La normativa prevede, inoltre, che il cliente debba essere scrupolosamente informato sull'utilizzo che verrà fatto dei propri dati e che questo venga sempre autorizzato dallo stesso cliente.

Prestiti e trasparenza

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Chi accede al prestito, inoltre, deve conoscere perfettamente tutte le condizioni che gli vengono praticate e le operazioni compiute da chi eroga denaro.

La trasparenza delle condizioni contrattuali e dei servizi bancari e finanziari è regolamentata dalla deliberazione del CICR (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio) del 04 marzo 2003.

I clienti, quindi, devono essere informati su ogni punto del contratto e su eventuali successive variazioni, allo scopo di tutelare il mercato finanziario. Inoltre, la trasparenza è fondamentale per concorrere lealmente con gli altri istituti finanziatori sulla base della giusta gestione del cliente.

Oggetto della trasparenza

Grazie al diritto sulla trasparenza il rapporto tra le controparti viene equilibrato. I principi di chiarezza e completezza delle informazioni regolano la libertà di scelta tra più possibili relazioni commerciali.

A tale proposito, le condizioni del rapporto tra istituto finanziatore e cliente possono essere sintetizzate nei seguenti punti fondamentali:

  • pubblicizzare non solo il servizio offerto, ma anche le condizioni delle diverse iniziative;
  • diffondere un'informativa pre-contrattuale ed una contrattuale: informare il cliente in modo chiaro sulle condizioni economiche, sui rischi, sulle clausole sia prima della conclusione sia dopo la sottoscrizione del contratto;
  • abituarsi a comunicare con i risparmiatori in modo trasparente: a questo scopo, le banche e gli istituti di credito dovranno esporre nei loro locali aperti al pubblico un documento con le principali norme di trasparenza. Copie di tale documento dovranno essere disponibili anche su richiesta del cliente.

Il prestito nel codice civile

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Sebbene nel linguaggio comune si sia soliti fare una distinzione tra prestito e mutuo, individuando la linea di demarcazione tra i due istituti nell'esistenza di un bene ipotecato a garanzia della restituzione delle somme, contemplato solo nel mutuo, civilisticamente i due termini coincidono.
Al mutuo, come definito dall'articolo 1813 del codice civile, deve essere infatti ricondotta ogni forma di prestito. 
Tale norma, del resto, recita così: "Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità".

Aggiornamento: luglio 2019

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