La Centrale dei rischi

Cos'è la centrale dei rischi, quali obiettivi persegue e come funziona il meccanismo alla base del database di tutti clienti che accedono al finanziamento

  1. Cos'è la centrale dei rischi
  2. I "cattivi pagatori"
  3. Comunicazioni periodiche alla Banca d'Italia
  4. Passaggio a sofferenza e incaglio
  5. Centrale dei rischi: obiettivi

Cos'è la centrale dei rischi

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Quando una banca o un istituto riceve una richiesta di finanziamento, una delle prime cose che fa è quella di eseguire un controllo nella Centrale dei rischi, per verificare se il cliente è meritevole o meno. 
Sostanzialmente, la Centrale dei rischi non è altro che una sorta di database nel quale è presente tutta la storia finanziaria dei clienti che hanno già avuto accesso al credito.
I dati più importanti raccolti nella Centrale dei rischi, in particolare, riguardano le richieste di finanziamento rifiutate, i finanziamenti già avuti e, soprattutto, i ritardi nei pagamenti rateali o negli impegni di garanzia.

I "cattivi pagatori"

Con la Centrale dei rischi, la banca può rifiutare una pratica sulla base di una classificazione del richiedente come “cattivo pagatore”, basandosi sull'idea che sia rischioso concedere finanziamenti a chi ha già dimostrato di non pagare regolarmente. Questa banca dati, quindi, archivia le informazioni sulla solvenza dei clienti degli istituti creditizi. 
Gli enti finanziatori in questo modo possono evitare rischi e ottenere delle preziose informazioni preventive sulla posizione creditizia dei clienti che ricorrono al credito.

Conservazione dei dati

Il Codice di deontologia per i sistemi di informazioni creditizie, entrato in vigore nel 2005, stabilisce che una centrale rischi privata possa conservare i nominativi dei “cattivi pagatori” per un periodo massimo di 3 anni, mentre prima questo periodo di tempo durava anche più di 5 anni, creando non pochi problemi anche per persone che regolarizzavano la loro posizione dopo qualche tempo. 

Comunicazioni periodiche alla Banca d'Italia

Il sistema informativo della banca dati della Centrale dei rischi si fonda sull’obbligo, gravante sugli intermediari, di comunicare periodicamente alla Banca d’Italia ogni rapporto in essere con i propri clienti. E' evidente che l’attenzione nel diffondere dati e notizie accurate deve essere massima per non ledere interessi economici.
Sulla base di tali comunicazioni, tutti coloro che risultano esposti con la banca per affidamenti oltre una certa soglia (30.000 euro) entrano nella Centrale dei rischi. Lo stesso accade a chi non riesce a far fronte ai debiti per qualunque genere di finanziamento e viene quindi dichiarato insolvente. 

Passaggio a sofferenza e incaglio

Per l’entità dei debiti accumulati, gli insolventi non vengono più ritenuti in grado di adempiere ai pagamenti e si dice che la loro posizione viene “passata a sofferenza”. Questo implica un recupero coattivo del credito.
Il “passaggio a sofferenza” va distinto dal semplice “incaglio”, che è la situazione di chi accumula un ritardo nei pagamenti dovuto a difficoltà temporanee, e che non viene segnalato alla Centrale dei rischi dalla banca. Il Garante della privacy ha stabilito che le banche, prima di poter segnalare alla Centrale dei Rischi una posizione di insolvenza, debbano dare un preavviso ai clienti per dargli la possibilità di intervenire.
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Centrale dei rischi: obiettivi

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Alla luce di tutto quanto sinora detto, sono evidenti gli obiettivi della Centrale dei rischi, che sono quelli di:
Aggiornamento: luglio 2019