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Successioni: tasse e imposte

Le successioni ereditarie

Ai fini fiscali, entro dodici mesi dall'apertura della successione si deve presentare la dichiarazione e, poi, pagare le relative tasse e imposte

Quando si apre la successione, si ha un anno di tempo per presentare all'Agenzia delle entrate la dichiarazione di successione.

Si tratta di un adempimento che fa una sorta di ricognizione di tutti i beni oggetto dell'eredità e mediante il quale vengono calcolate le imposte (ipotecaria, catastale e di bollo) dovute allo Stato.

  1. Dichiarazione di successione: chi vi provvede
  2. Quando non serve la dichiarazione di successione
  3. Volture catastali
  4. Dichiarazione di successione: sanzioni per omissione e ritardo
  5. L'imposta di successione
  6. Successioni: le trascrizioni

Dichiarazione di successione: chi vi provvede

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La dichiarazione di successione è fatta a nome dell'unico erede o di uno qualsiasi dei coeredi, che vi provvederà per tutti.

Compilarla non è semplicissimo e, oltretutto, l'adempimento va fatto in via telematica. Di conseguenza, di norma a tal fine ci si avvale della prestazione di uno studio notarile o di un altro studio abilitato a fare da intermediario nella presentazione delle dichiarazioni di successione.

Quando non serve la dichiarazione di successione

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In alcuni casi, la dichiarazione di successione non è obbligatoria, ma può essere omessa.

Si tratta delle ipotesi in cui si verificano tutti e tre i seguenti presupposti:

  • l'attivo ereditario non supera i 100mila euro
  • nell'eredità non sono ricompresi beni immobili o diritti reali immobiliari
  • eredi sono il coniuge e/o i parenti in linea retta del defunto.

Volture catastali

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Una volta presentata la dichiarazione di successione e autoliquidate e pagate le imposte dovute, occorre effettuare la voltura degli immobili caduti in successione.

Il termine per provvedere all'aggiornamento dei dati catastali è di trenta giorni.

Dichiarazione di successione: sanzioni per omissione e ritardo

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Se è omessa la registrazione della dichiarazione di successione, la sanzione è quella amministrativa che va dal 120% al 240% dell'imposta dovuta o, se non è dovuta imposta, da 250 a 1.000 euro.

In caso di ritardo nella presentazione della dichiarazione di successione, non superiore a trenta giorni, si applica la sanzione amministrativa che va dal 60% al 120% dell'imposta dovuta o, se non è dovuta imposta, da 150 a 500 euro.

Nel caso in cui il ritardo riguardi il versamento dell'imposta (che va fatto nel termine di 60 giorni successivi alla richiesta), si applica la sanzione del 30% sull'importo non versato.

L'imposta di successione

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L'imposta di successione varia a seconda del grado di parentela che legava gli eredi al de cuius.

In particolare, essa è pari:

  • al 4%, per i trasferimenti in favore del coniuge o dei parenti in linea retta, da applicare sul valore complessivo netto, che ecceda, per ciascun beneficiario, un milione di euro;
  • al 6%, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle, da applicare sul valore complessivo netto, che ecceda, per ciascun beneficiario, 100mila euro;
  • al 6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza alcuna franchigia;
  • all’8%, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza alcuna franchigia.

Oltre alle predette franchigie di 100mila euro e di un milione di euro, è prevista una ulteriore franchigia di 1,5 milioni di euro per i trasferimenti effettuati in favore di soggetti portatori di handicap grave ai sensi della legge n. 104/1992.

Successioni: le trascrizioni

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La dichiarazione di successione ha un valore sostanzialmente fiscale e lo stesso deve dirsi per la sua trascrizione, che ha una semplice funzione di pubblicità notizia, tesa a rendere nota a terzi che vi è stata tale dichiarazione.

Essa, tuttavia, non è sufficiente per soddisfare il principio di continuità delle trascrizioni previsto dall'articolo 2650 del codice civile con riferimento ai trasferimenti di proprietà dei beni immobili.

A tal fine è necessario procedere alla trascrizione dell'accettazione (espressa o tacita) dell'eredità da parte dell'erede, che è l'unica che consente agli eventuali acquirenti da quest'ultimo di essere al riparo da eventuali pretese di terzi.

Aggiornamento: novembre 2019

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