Comunione ereditaria

Cos'è la comunione ereditaria, come si forma e cosa comprende.

La comunione ereditaria è la situazione di contitolarità del patrimonio ereditario che si instaura tra gli eredi, che hanno accettato l'eredità, prima che venga effettuata la divisione dei beni.

Cos'è la comunione ereditaria

La comunione ereditaria species della comunione ordinaria, ai sensi degli artt. 1100 e ss. del codice civile, con la differenza che la contitolarità non ha ad oggetto solamente i diritti di proprietà o singoli beni, ma ogni diritto facente parte dell'asse ereditario.

Come si costituisce

La comunione ereditaria, a differenza della comunione ordinaria che di norma risulta assoggettata alla volontà delle parti, si costituisce in via automatica ed incidentale, in forza del verificarsi del mero fatto giuridico rappresentato dalla pluralità di accettazioni da parte degli eredi al momento dell'apertura della successione.

In altri termini, con l'apertura della successione e con l'accettazione, gli eredi subentrano nell'universalità dei beni appartenenti al de cuius, divenendo titolari dell'intero patrimonio.

Cosa viene compreso nella comunione ereditaria

La comunione ereditaria comprende anche i crediti del de cuius, che vanno inclusi nelle porzioni idonee a formare la divisione ereditaria. 

Non vengono invece ricompresi i debiti del defunto che si ripartiscono tra i coeredi in proporzione delle rispettive quote ereditarie.

I debiti ereditari

Per quanto riguarda i debiti ereditari, l'art. 752 c.c., come anticipato, enuncia che gli eredi rispondono dei debiti ereditari in proporzione alle loro quote ereditarie, salvo diversa disposizione del testatore: la regola della solidarietà passiva, quindi, può essere prevista dal testatore ma è esclusa dalla legge. 

Ciò significa che, ad esempio, in caso di dieci coeredi ed un debito di diecimila euro, il creditore non potrà chiedere l'intero importo ad un solo coerede, ma dovrà citare in giudizio tutti i coeredi al fine di condannarli al pagamento di mille euro ciascuno. 

Come stabilito dalla Suprema Corte nella sentenza 27.07.2007, n. 20338, il valore della causa dovrà essere, però, parametrato all'intero ammontare della passività.

Nel caso in cui un coerede adempia all'obbligazione in una misura eccedente la sua quota di contitolarità del patrimonio ereditario, egli avrà il diritto di rivalsa nei confronti degli altri coeredi.

I crediti ereditari

Per quanto concerne i crediti di cui era titolare il de cuius, la Suprema Corte, nella sentenza a Sezioni Unite 28.11.2007, n. 24657, ha ribadito che la regola contenuta nell'art. 752 c.c., essendo dettata in materia di debiti ereditari, non comprende i crediti. 

Questi, entrando a far parte della comunione ereditaria, potranno essere riscossi, per l'intero (a differenza che per i debiti ereditari) da un solo coerede, senza che si configuri una situazione di litisconsorzio necessario tra i coeredi.

Il retratto successorio (o prelazione ereditaria)

L'art. 732 c.c. enuncia che il coerede, che intenda alienare la propria quota (o parte di essa) ad un estraneo, sia tenuto a notificare la proposta di alienazione con indicazione del prezzo, agli altri coeredi, i quali avranno un diritto di prelazione: questo è il cosiddetto retratto successorio

La prelazione ereditaria (o retratto successorio) è appunto una prelazione, con carattere reale, che autorizza i coeredi, che non hanno ricevuto la proposta di prelazione, a riscattare la quota alienata da ogni avente causa, sino al momento dello scioglimento della comunione ereditaria, ossia sino a quando non sarà avvenuta la divisione. 

Nel caso in cui più coeredi intendano acquistare la quota oggetto di prelazione, essa sarà assegnata, in parti uguali, ai coeredi che intendono acquistare.