Opposizione di terzo

Cos'è l'opposizione di terzo, perché il legislatore la ha prevista e chi può proporla. Ecco cosa c'è da sapere, con un esempio pratico

L'opposizione di terzo è uno strumento che la legge mette a disposizione di quei soggetti che, pur non avendo preso parte a un giudizio, sono stati in qualche modo pregiudicati dalla sentenza che lo ha concluso.

Finalità dell'opposizione di terzo

La finalità è quella di rimuovere gli effetti pregiudizievoli che derivano da detta pronuncia.

Più precisamente, posto che il terzo potrebbe intervenire nei giudizi in cui ha un interesse, il legislatore, con tale strumento, ha tentato di rimediare a quei casi in cui una sentenza pronunciata tra altre persone e con effetti pregiudizievoli per i diritti del terzo sia passata in giudicato o, comunque, sia esecutiva.

Opposizione di terzo: impugnazione straordinaria

L'opposizione di terzo viene definita un mezzo di impugnazione straordinario proprio perché può essere proposta senza limiti di tempo e nonostante il passaggio in giudicato della sentenza.

Provvedimenti opponibili

Secondo quanto dispone l'articolo 404 del codice di procedura civile, i provvedimenti opponibili con l'opposizione di terzo sono le sentenze.

Esse, per essere sottoposte a tale mezzo di impugnazione, devono essere passate in giudicato o devono essere comunque esecutive.

Esecutorietà della sentenza

E' chiaro che non sono quindi opponibili le sentenze di primo grado non provvisoriamente esecutive né quelle di secondo grado per le quali sia stata disposta la sospensione dell'efficacia esecutiva.

L'opposizione di terzo, però, di per sé, non sospende automaticamente l'esecutorietà della sentenza, visto che non si tratta di un mezzo di gravame propriamente inteso: in altre parole, è solo attraverso un'istanza apposita che si può eventualmente ottenere la sospensione.

Sfratto per finita locazione

Il tenore letterale dell'articolo 404 del codice di rito farebbe intendere che solo le sentenze sarebbero impugnabili con l'opposizione di terzo. In realtà, però, diverse sentenze della Corte costituzionale sono intervenute ad ampliare l'ambito di applicazione di tale norma.

Innanzitutto, con la sentenza numero 167 del 1984, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo che disciplina i casi di opposizione di terzo nella parte in cui non ammette tale mezzo di impugnazione anche avverso le ordinanze di convalida dello sfratto per finita locazione emanate per mancata comparizione o per mancata opposizione dell'intimato.

La Corte, nella parte motiva della sentenza, ha mostrato di rifarsi ad orientamenti giurisprudenziali precedentemente espressi dalla Corte di cassazione e dai giudici di merito, i quali avevano di fatto riconosciuto l'esperibilità dell'azione a chi lamentava di essere stato pregiudicato da ordinanze di convalida di sfratto.

Sfratto per morosità

Successivamente, con la sentenza numero 237 del 1985, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 404 nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di sfratto per morosità.

Affrancazione del fondo

Con la sentenza numero 1105 del 1988, poi, l'articolo 404 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non ammette l'opposizione avverso l'ordinanza con la quale il pretore dispone l'affrancazione del fondo sulla base dell'articolo 4 della legge numero 607/1966.

Licenza per finita locazione

Infine, con sentenza numero 192 del 1996, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del primo comma dell'articolo 404 nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di licenza per finita locazione.

Chi può proporre l'opposizione di terzo

Come detto, il terzo che può proporre l'opposizione è un soggetto che, pur avendo un interesse nel giudizio tale che ne avrebbe anche consentito l'intervento, non ne ha invece fatto parte.

Si ricorda a tal proposito che la nozione di parte può declinarsi in tre diverse connotazioni:

  • la parte in senso formale, che è quella che compie gli atti del processo,
  • la parte in senso sostanziale, che è quella cui sono imputati gli effetti di merito delle pronunce,
  • la parte in senso processuale, che è quella cui vengono imputati gli effetti degli atti compiuti.

Orbene, ai fin dell'opposizione di terzo la sola nozione di parte rilevante è quest'ultima.

Opposizione di terzo: un esempio

Il terzo che può subire un pregiudizio potrebbe essere ad esempio il proprietario della quota di un immobile oggetto di causa che non è stato citato in giudizio. Se la sentenza va ad incidere sui suoi diritti di comproprietario, egli vi si può opporre attraverso il procedimento dell'opposizione di terzo.

Per rimediare al pregiudizio subito, la legge consente dunque al terzo di rendere inefficace la sentenza e di fare in modo che il giudizio sia rinnovato nel rispetto del contraddittorio.