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Misure cautelari reali: sequestro conservativo e sequestro preventivo

Guida di procedura penale
A cura di: Avv. Francesca Romanelli, Avv. Silvia Vagnoni e Avv. Enrico Leo

MISURE CAUTELARI REALI

La loro applicazione incide sul patrimonio determinando l’indisponibilità di beni e mira ad evitare che il passare del tempo pregiudichi irrimediabilmente l’efficacia pratica di una sentenza irrevocabile di condanna. Ne esistono due diverse specie:

- il sequestro conservativo (artt. 316-320 c.p.p.): è disposto con ordinanza del Giudice a) su richiesta del P.M. quando vi è una "fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della pena pecuniaria, delle spese di procedimento e di ogni altra somma dovuta all’erario dello Stato" e si esegue sui beni mobili o immobili dell’imputato o sulle somme o cose a lui dovute; b) su richiesta della parte civile "se vi è fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie delle obbligazioni civili derivanti dal reato" e si esegue sui beni dell’imputato o del responsabile civile (art. 316 c.p.p.). Mediante un’offerta di cauzione è possibile evitare ex ante il sequestro o ottenerne ex post la revoca (art. 319 c.p.p.). In seguito alla pronuncia di una sentenza di condanna divenuta irrevocabile si assiste alla conversione del sequestro in pignoramento (art. 320 c.p.p.). La Corte di Cassazione ha poi precisato che il sequestro conservativo può essere disposto sulla base di un giudizio prognostico negativo in ordine alla conservazione delle garanzie patrimoniali del debitore, non assumendo rilievo alcuno il fatto che le predette garanzie possano essere disperse per effetto dell'attività del debitore stesso o per ragioni indipendenti dalla sua condotta e dovendo essere valutate in senso negativo anche tutte quelle operazioni che rendano semplicemente più difficile il recupero del credito (Cass. n. 39524/2016).

- il sequestro preventivo (artt. 321-323 c.p.p.): è disposto a) con decreto motivato del Giudice su richiesta del P.M. "quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati"; b) con decreto motivato del P.M. o della Polizia Giudiziaria che va convalidato dal Giudice entro 48 ore quando "nel corso delle indagini preliminari non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice" (art. 321 c.p.p.).

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