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Le misure cautelari personali

Guida di procedura penale

Come sono disciplinate le misure cautelari personali, i principi generali e i criteri di applicazione

di Annamaria Villafrate - Le misure cautelari, disciplinate dalle disposizioni del titolo I, libro IV del Codice di procedura penale rispondono a principi applicativi e a criteri di scelta predeterminati a cui il giudice deve attenersi nel momento in cui le deve darvi esecuzione. 


  1. Misure cautelari personali: inquadramento normativo
  2. Misure cautelari personali: principi di applicazione
  3. Misure cautelari personali: criteri di scelta

Misure cautelari personali: inquadramento normativo

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L'applicazione delle misure cautelari personali che, come previsto dall'art. 272 c.p.p, limitano la libertà della persona, possono essere disposte solo a norma del titolo I, del libro IV del Codice di procedura penale, dedicato appunto alle “Misure cautelari personali”.

Misure cautelari personali: principi di applicazione

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Il Capo I del titolo I contiene le disposizioni generali, che sanciscono i principi comuni e le condizioni che ne regolano l'applicazione:

  • principio di legalità e tassatività, sancito dall'art. 272 c.p.p che testualmente recita:“Le libertà della persona possono essere limitate con misure cautelari soltanto a norma delle disposizioni del presente titolo.” Questo significa che le misure cautelari sono solo quelle tassativamente previste dal titolo I, libro IV c.p.p e che possono essere applicate dall'autorità giudiziaria solo nei casi previsti dalla legge, per le finalità stabilite dal legislatore. In questo modo il codice di procedura attua pienamente i principi di legge e di giurisdizione che l'art. 13 della Costituzione prevede nel caso in cui risulti necessario porre dei limiti alla libertà della persona;
  • sussistenza del fumus commissi delicti, ossia la presenza di gravi indizi di colpevolezza, come previsto dall'art. 273 c.p.p secondo il quale “Nessuno può essere sottoposto a misure cautelari se a suo carico non sussistono gravi indizi di colpevolezza.”
  • assenza di cause di giustificazione, di non punibilità, o la presenza di una causa di estinzione del reato o della pena da irrogare. Il comma 2 dell'art. 273 c.p.p prevede infatti che: “Nessuna misura può essere applicata se risulta che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione o di non punibilità o se sussiste una causa di estinzione del reato ovvero una causa di estinzione della pena che si ritiene possa essere irrogata.
  • presenza di precise esigenze cautelari che, come previsto dall'art. 274 c.p.p sono:

a) pericolo di inquinamento delle prove o come meglio precisato dal punto a) "situazioni di concreto ed attuale pericolo per l’acquisizione o la genuinità della prova”;

b) fuga o pericolo di fuga dell’imputato "sempre che il giudice ritenga che possa essere irrogata una pena superiore a due anni di reclusione";

c) tutela della collettività quando "sussiste il concreto pericolo che questi commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l’ordine costituzionale ovvero delitti di criminalità organizzata o della stessa specie di quello per cui si procede".

Misure cautelari personali: criteri di scelta

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Nell'applicare le misure cautelare il giudice deve attenersi ai seguenti criteri:

  • adeguatezza: come previsto dal comma 1 dell'art 275 c.p.p "Nel disporre le misure, il giudice tiene conto della specifica idoneità di ciascuna in relazione alla natura e al grado delle esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto";
  • proporzionalità: ai sensi del comma 2 dell'art. 275 c.p.p "Ogni misura deve essere proporzionata all’entità del fatto e alla sanzione che sia stata o si ritiene possa essere irrogata";
  • gradualità: il comma 3 dell'art. 275 c.p.p prevede che "La custodia cautelare in carcere può essere disposta soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata";
  • salvaguardia dei diritti: l'art. 277 c.p.p sancisce che "Le modalità di esecuzione delle misure devono salvaguardare i diritti della persona ad esse sottoposta, il cui esercizio non sia incompatibile con le esigenze cautelari del caso concreto";
  • determinazione della pena: come stabilisce l'art. 278 c.p.p "Agli effetti dell’applicazione delle misure, si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumato o tentato. Non si tiene conto della continuazione, della recidiva e delle circostanze del reato".

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