Reato abituale

Che cos'è il reato abituale, quali sono le sue caratteristiche e come opera

il reato abituale rappresenta una tipologia di reato di durata che si caratterizza per la scissione tra il perfezionamento e la consumazione.

Che cos'è il reato abituale

Si definisce abituale il reato nel quale il comportamento criminoso viene prodotto dalla reiterazione nel tempo di più condotte identiche e omogenee.

Il reato abituale può essere distinto in:
  • proprio: le singole condotte, considerate autonomamente, sono penalmente irrilevanti;

  • improprio: le singole condotte, integrano di per sé reato e la reiterazione della condotta dà  luogo a un'aggravante o ad una figura di reato più grave.

Caratteri del reato abituale

Sul piano oggettivo, il reato abituale richiede, ai fini del suo perfezionamento:

  • abitualità della condotta. Tale requisito, secondo l'orientamento consolidato della giurisprudenza, risulta integrato in presenza di almeno due fatti commissivi od omissivi;
  • omogeneità delle condotte, le quali devono presentare la medesima carica offensiva rispetto al bene giuridico tutelato;
  • nesso di abitualità, inteso come connessione oggettiva tra le condotta che devono essere considerate in un contesto unitario.

Sul piano soggettivo, la tesi prevalente considera la sufficienti la coscienza e la volontà delle singole condotte attribuibili al soggetto agente anche in relazione al contesto unitario in cui le stesse vengono collocate. 

Il reato abituale si perfezione con la realizzazione di tutti i requisiti costitutivi dello stesso, ma si consuma con l'ultimo atto lesivo del bene giuridico.

Tipologie di reato abituale

Nel nostro ordinamento penale sono previste diverse figure del reato permanente tra i quali:
- maltrattamenti in famiglia (art. 600 c.p.);
- atti persecutori (art. 612-bis c.p.);