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Imposta di bollo

In questa guida:

Che cos’è l’imposta di bollo

L’imposta di bollo è un’imposta indiretta, il che vuol dire che non colpisce le persone ma i consumi: per esempio, l’emissione di una ricevuta senza Iva o l’affitto di un appartamento. L’imposta ha come presupposto l’esistenza di un atto redatto in forma scritta: per i documenti che riguardano la ricezione di denaro, per le scritture private che non sono relative alle locazioni e per tutti gli altri documenti che sono soggetti a bollo solo in caso d’uso, bisogna pagare l’imposta unicamente nel momento in cui l’atto viene utilizzato.
L’imposta di bollo può essere proporzionale o fissa: per esempio, per le cambiali emesse è pari al nove per mille (a meno che non siano pagabili al di fuori dello Stato italiano: in quel caso è pari al dodici per mille), per i ricorsi è pari a 16 euro, per le domande presentate al Registro delle Imprese dalle società di capitali è pari a 65 euro, per le domande presentate al Registro delle Imprese dalle società di persone è pari a 59 euro, per le domande di registrazione di brevetti è pari a 22 euro, per le domande di registrazione di titoli di proprietà industriale è pari a 42 euro, per gli atti autenticati dai notai è pari a 230 euro, e così via.

L’imposta di bollo su fatture

L’imposta di bollo sulle fatture è pari a 2 euro per tutte le operazioni escluse o esenti da Iva che riguardano un importo che superi la soglia di 77 euro e 47 centesimi. L’obbligo di apporre il contrassegno sulle fatture spetta a chi le emette: in ogni caso l’emittente ha la facoltà di effettuare la rivalsa di imposta, in modo tale che l’importo della marca da bollo possa essere addebitato al committente o al cliente. La marca da bollo, nota anche come contrassegno telematico, può essere comprata in tabaccheria o in qualsiasi rivendita di valori bollati: affinché possa essere ritenuta regolare, deve avere una data di emissione precedente o uguale rispetto a quella che è riportata sul documento su cui viene applicata. Proprio per questo motivo è preferibile acquistare le marche da bollo in anticipo, anche in quantità consistenti, visto che non hanno una data di scadenza.
Anche se l’applicazione della marca da bollo sulle fatture spetta a chi le emette, nel caso di eventuali sanzioni amministrative sono solidali tutte e due le parti: ecco perché, in assenza di contrassegno apposto dall’emittente, tocca al cliente o al committente mettere in regola il documento pagando l’imposta di bollo. In tale circostanza, ovviamente, la sanzione per omesso bollo coinvolge unicamente l’emittente.

L’imposta di bollo sul conto corrente

A partire dal 2012 è entrata in vigore l’imposta di bollo sui conti correnti, che viene applicata a tutti i titolari di conto corrente, sia che si tratti di persone fisiche, sia che si tratti di altri soggetti. L’imposta di bollo in questo caso è fissa ed è pari a 34 euro e 20 centesimi per le persone fisiche e a 100 euro per gli altri soggetti. L’imposta è applicata al momento in cui viene emesso l’estratto conto, e riguarda il periodo per cui viene fornito il rendiconto, anche se il conto è stato aperto e chiuso nel corso dell’anno. Quando una persona ha più di un conto corrente, è necessario pagare un’imposta di bollo per ognuno di essi.
Nel caso in cui il cliente sia una persona fisica, si è esentati dal versamento dell’imposta di bollo se il valore medio di giacenza è di meno di 5mila euro: per calcolare si sommano i saldi giornalieri del conto e si divide il risultato ottenuto per il numero di giorni di detenzione del conto, ponderando la giacenza media per la quota di detenzione.

L’imposta di bollo sul conto di deposito

L’imposta di bollo sul conto di deposito non è fissa, come avviene per quella sul conto corrente, ma è proporzionale alla somma depositata, e corrisponde allo 0.20%, percentuale che deve essere calcolata sulle giacenze. L’imposta di bollo è pari, quindi, al due per mille dell’importo in denaro che è stato depositato: per le persone fisiche non è prevista alcuna soglia massima, mentre per i soggetti diversi dalle persone fisiche viene applicato un limite pari a 14mila euro.

Come si paga l’imposta di bollo

Il pagamento dell’imposta di bollo avviene attraverso un intermediario convenzionato con l’Agenzia delle Entrate, con il pagamento della marca da bollo o con l’acquisto di carta bollata filigranata su cui sia riportato il valore relativo. Sul bollo è vietato apporre timbri o scrivere, mentre sulla carta bollata non è possibile andare oltre il numero di linee presenti o scrivere al di fuori dei margini. Inoltre, è proibito utilizzare marche da bollo che siano già state usate o che risultino deteriorate, così come è vietato superare le cento linee per foglio sui fogli scritti a mezzo stampa.

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