Imposta di bollo

Analisi dell'imposta di bollo: cos'è, quando si paga e come opera in relazione al conto corrente e conto di deposito alle fatture e alla nuova disciplina dei contratti pubblici

L'imposta di bollo è un'imposta, di importo variabile a seconda dei casi, applicata alla produzione, alla richiesta o alla presentazione di certi documenti.

Cos'è l'imposta di bollo

L'imposta di bollo è un'imposta indiretta, il che vuol dire che non colpisce le persone ma i consumi: per esempio, l'emissione di una ricevuta senza Iva o l'affitto di un appartamento.

Essa ha come presupposto l'esistenza di un atto redatto in forma scritta: per i documenti che riguardano la ricezione di denaro, per le scritture private che non sono relative alle locazioni e per tutti gli altri documenti che sono soggetti a bollo solo in caso d'uso, bisogna pagare l'imposta unicamente nel momento in cui l'atto viene utilizzato.

Non sono soggetti all’imposta di bollo gli atti legislativi e, se non espressamente previsti nell’allegata Tariffa al DPR n. 642/1972, gli atti amministrativi dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e loro consorzi.

Imposta di bollo: importi

L'imposta di bollo può essere proporzionale o fissa: per esempio, per le cambiali pagherò è pari all'undici per mille, per le cambiali tratte è pari al dodici per mille, per i ricorsi è pari a 16 euro, per le domande presentate al Registro delle Imprese dalle società  di capitali è pari a 65 euro, per le domande presentate al Registro delle Imprese dalle società  di persone è pari a 59 euro, per gli atti autenticati dai notai è pari a 230 euro, e così via.

L'imposta di bollo su fatture

L'imposta di bollo sulle fatture è pari a 2 euro per tutte le operazioni escluse o esenti da Iva che riguardano un importo che superi la soglia di 77 euro e 47 centesimi. Sono , invece, esenti da imposta di bollo le fatture che addebitmenti o accreditmenti soggetti all'IVA.

L'obbligo di apporre il contrassegno sulle fatture spetta a chi le emette: in ogni caso l'emittente ha la facoltà di effettuare la rivalsa di imposta, in modo tale che l'importo della marca da bollo possa essere addebitato al committente o al cliente.

La marca da bollo, nota anche come contrassegno telematico, può essere comprata in tabaccheria o in qualsiasi rivendita di valori bollati: affinché possa essere ritenuta regolare, deve avere una data di emissione precedente o uguale rispetto a quella che è riportata sul documento su cui viene applicata. Proprio per questo motivo è preferibile acquistare le marche da bollo in anticipo, anche in quantità  consistenti, visto che non hanno una data di scadenza.

Imposta di bollo su fatture elettroniche

Per le fatture elettroniche il pagamento avviene in modalità virtuale e va effettuato entro il giorno 20 del mese successivo al trimestre di riferimento.

Anche se l'applicazione della marca da bollo sulle fatture spetta a chi le emette, nel caso di eventuali sanzioni amministrative sono solidali tutte e due le parti: ecco perché, in assenza di contrassegno apposto dall'emittente, tocca al cliente o al committente mettere in regola il documento pagando l'imposta di bollo. In tale circostanza, ovviamente, la sanzione per omesso bollo coinvolge unicamente l'emittente.

Ad opera del decreto semplificazioni 73/2022 è stata modificata la soglia sotto la quale il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche può essere rinviata al trimestre successivo. In particolare, per le fatture elettroniche emesse dall'1 gennaio 2023 il valore è stato portato da 250 a 5.000 euro.

L'imposta di bollo sul conto corrente

A partire dal 2012 è entrata in vigore l'imposta di bollo sui conti correnti, che viene applicata a tutti i titolari di conto corrente, sia che si tratti di persone fisiche, sia che si tratti di altri soggetti. L'imposta di bollo in questo caso è fissa ed è pari a 34 euro e 20 centesimi per le persone fisiche e a 100 euro per gli altri soggetti.

L'imposta è applicata al momento in cui viene emesso l'estratto conto, e riguarda il periodo per cui viene fornito il rendiconto, anche se il conto è stato aperto e chiuso nel corso dell'anno. Quando una persona ha più di un conto corrente, è necessario pagare un'imposta di bollo per ognuno di essi.

Nel caso in cui il cliente sia una persona fisica, si è esentati dal versamento dell'imposta di bollo se il valore medio di giacenza è inferiore a 5mila euro: per calcolare si sommano i saldi giornalieri del conto e si divide il risultato ottenuto per il numero di giorni di detenzione del conto, ponderando la giacenza media per la quota di detenzione.

L'imposta di bollo sul conto di deposito

L'imposta di bollo sul conto di deposito non è fissa, come avviene per quella sul conto corrente, ma è proporzionale alla somma depositata, e corrisponde allo 0.20%, percentuale che deve essere calcolata sulle giacenze. 

L'imposta di bollo è pari, quindi, al due per mille dell'importo in denaro che è stato depositato: per le persone fisiche non è prevista alcuna soglia massima, mentre per i soggetti diversi dalle persone fisiche viene applicato un limite pari a 14mila euro.

L'imposta di bollo sui contratti pubblici

L'art. 18, comma 10 del nuovo codice sui contratti pubblici del 2023 ha previsto, per i procedimenti avviati a decorrere dal 1° luglio 2023, una nuova modalità di calcolo e di versamento dell’imposta di bollo dovuta sui contratti pubblici.

La norma fa riferimento alla Tabella A dell’Allegato I.4 che recita: 

"Articolo 1

1. Il valore dell’imposta di bollo, che l’appaltatore è tenuto a versare al momento della stipula del contratto, è determinato sulla base della Tabella A annessa al presente allegato.

2. L’imposta è determinata sulla base di scaglioni crescenti in relazione all’importo massimo previsto nel contratto, ivi comprese eventuali opzioni o rinnovi esplicitamente stabiliti. Sono esenti dall’imposta gli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro.

Articolo 2

1. Il pagamento dell’imposta di cui all’articolo 1 ha natura sostituiva dell’imposta di bollo dovuta per tutti gli atti e documenti riguardanti la procedura di selezione e l’esecuzione dell’appalto, fatta eccezione per le fatture, note e simili di cui all’articolo 13, punto 1, della Tariffa, Parte I, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.

Articolo 3

1. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità telematiche di versamento, diverse da quelle di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, coerenti con la piena digitalizzazione del procurement, al fine di ridurre gli oneri gestionali e di conservazione documentale."

Come si paga l'imposta di bollo

Il pagamento dell'imposta di bollo avviene attraverso un intermediario convenzionato con l'Agenzia delle Entrate, con il pagamento della marca da bollo o con l'acquisto di carta bollata filigranata su cui sia riportato il valore relativo. 

Sul bollo è vietato apporre timbri o scrivere, mentre sulla carta bollata non è possibile andare oltre il numero di linee presenti o scrivere al di fuori dei margini.

Inoltre, è proibito utilizzare marche da bollo che siano già  state usate o che risultino deteriorate, così come è vietato superare le cento linee per foglio sui fogli scritti a mezzo stampa.