Sei in: Home » Guide Legali » fisco » Le agevolazioni per il risparmio energetico

Le agevolazioni per il risparmio energetico

In questa guida:

Chi ne ha diritto

[Torna su]

Le agevolazioni per il risparmio energetico possono essere richieste da tutti i contribuenti – siano essi residenti oppure non residenti – che possiedono l’immobile in cui devono essere eseguiti gli interventi a qualunque titolo, anche se si tratta di titolari di reddito di impresa. Sono ammessi alle agevolazioni, in particolare, le associazioni tra professionisti, le persone fisiche (inclusi gli esercenti arti e professioni), gli enti che non svolgono attività commerciale (siano essi privati o pubblici) e i contribuenti che beneficiano di un reddito di impresa (che si tratti di società di capitali, di società di persone o di persone fisiche). Anche gli Istituti autonomi per le case popolari, a partire dall’approvazione della legge di stabilità 2016, hanno l’opportunità di richiedere e ottenere le detrazioni, a patto che esse riguardino immobili destinati ad edilizia residenziale pubblica.

Quali spese si possono detrarre

[Torna su]

Per quel che riguarda le spese che si possono detrarre, esse includono i costi per le prestazioni professionali a cui si ricorre per la messa in atto degli interventi e il conseguimento della certificazione energetica richiesta, oltre – ovviamente – ai costi per i lavori edili attuati per il risparmio energetico.
Per ciò che concerne gli interventi di riqualificazione energetica, in particolare, possono essere detratte quelle che riguardano la realizzazione di opere murarie, quelle dovute alla fornitura di impianti di climatizzazione e quelle necessario per la posa in opera dei materiali di coibentazione.
Per gli interventi che hanno lo scopo di ridurre la trasmittanza termica, invece, possono essere detratte le spese per gli interventi che implichino una diminuzione della trasmittanza termica delle finestre e degli elementi opachi che compongono l’involucro edilizio (incluse le opere accessorie e provvisionali), ma anche per gli interventi impiantistici relativi alla produzione di acqua calda o la climatizzazione invernale.

Quanto si detrae

[Torna su]

Per sapere quanto si detrae, è necessario in primo luogo sapere che la detrazione si applica sull’imposta lorda, e può riguardare sia l’Ires che l’Irpef. Essa è del 65% per le spese che sono sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017 con una soglia massima che, a seconda del tipo di intervento, può essere di 30mila euro (ad esempio per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di scaldacqua), di 60mila euro (ad esempio per l’installazione di pannelli solari, per interventi che riguardino l’involucro degli edifici e per la posa in opera di schermature solari) o di 100mila euro (ad esempio per la riqualificazione energetica di edifici esistenti). La soglia deve essere considerata per tutta l’unità immobiliare a cui si applica l’intervento. Nel caso in cui vengano messi in atto diversi interventi per il risparmio energetico per i quali si possono richiedere le agevolazioni, per individuare la soglia massima di detrazione occorre calcolare la somma degli importi dovuti per ogni intervento. Per fare un esempio, se si provvede a sostituire l’impianto di climatizzazione invernale e a installare dei pannelli solari, la detrazione massima di cui si può usufruire è pari a 90mila euro (frutto della somma dei 30mila euro per l’impianto di climatizzazione e dei 60mila euro per i pannelli solari). Può essere richiesta un’agevolazione unica, tuttavia, se gli interventi che vengono realizzati presentano requisiti tecnici che fanno sì che essi vengano annoverati in due tipologie differenti: per esempio, la coibentazione di pareti esterne può essere considerata sia come intervento sulle strutture opache verticali che come intervento per la riqualificazione energetica, e spetta al contribuente decidere a quale delle due circostanze fare riferimento, segnalando il beneficio di cui intende usufruire nella scheda informativa che trasmetterà all’Enea.

La detrazione può essere applicata anche con riferimento a spese rimaste a carico del contribuente per interventi relativi a parti comuni di edifici condominiali o per spese che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone un condominio, purché sostenute tra il 6 giugno 2013 e i 31 dicembre 2021.

In questi casi, se gli interventi riguardano l'involucro e hanno un’incidenza superiore al 25% della superficie dell’edificio la detrazione sale al 70%, mentre se viene migliorata la prestazione energetica estiva e invernale sale al 75%. L'importo complessivo di spesa è di massimo 40mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari di cui si compone l’edificio.

Modalità pratiche e documentazione

[Torna su]

Ma cosa bisogna fare, in concreto, per richiedere e ottenere le agevolazioni? Prima di tutto, c’è bisogno dell’asseverazione, tramite la quale si certifica che gli interventi messi in atto sono in linea con i requisiti tecnici da rispettare a norma di legge. Tale documento, in casi specifici, può essere rimpiazzato da una certificazione messa a disposizione dai produttori: ciò può avvenire per le caldaie a condensazione la cui potenza non superi i 100 kW o per la sostituzione di infissi e finestre. Se i pannelli solari sono autocostruiti, basta l’attestato di partecipazione a un corso di formazione. Oltre all’asseverazione, poi, è indispensabile l’attestato di qualificazione o di certificazione energetica, in cui sono riportati i dati che riguardano l’efficienza energetica dell’edificio in questione: le procedure in proposito variano da Regione a Regione, ma in qualunque caso la certificazione può essere prodotta solo dopo che gli interventi sono stati eseguiti. Infine, per richiedere le agevolazioni si deve fornire una scheda informativa che includa gli interventi realizzati: all’interno della scheda devono essere indicati il tipo di intervento che è stato effettuato, il suo costo, il risparmio di energia che ne è derivato, i dati identificativi dell’edificio per cui sono stati effettuati i lavori e i dati identificativi del soggetto che ha pagato le spese. A proposito di queste ultime, bisogna specificare qual è stato l’importo destinato alle spese professionali e qual è quello usato per calcolare la detrazione. Se si dovessero commettere degli errori compilando la scheda informativa, è comunque possibile rettificarli, anche se i termini previsti per la trasmissione sono già scaduti: l’importante è che la comunicazione di rettifica venga fornita prima che sia presentata la dichiarazione dei redditi in cui si può detrarre la spesa.
Ricapitolando, dal punto di vista pratico per richiedere le agevolazioni fiscali non c’è bisogno di darne comunicazione in maniera preventiva, ma è sufficiente fornire l’asseverazione, l’attestato di qualificazione o certificazione energetica e la scheda informativa: tutti documenti che possono essere redatti da tecnici diversi o da un tecnico solo, a seconda dei casi. Quello che conta è che si tratti di professionisti iscritti a collegi professionali e ordini e abilitati alla progettazione di impianti ed edifici per ciò che compete loro. Entro i novanta giorni successivi alla conclusione dei lavori, all’Enea vanno trasmesse la scheda informativa e una copia dell’attestato di qualificazione o certificazione energetica: per farlo, occorre usare il sito web www.acs.enea.it, dal momento che la via telematica è la sola consentita per la trasmissione della documentazione. 

Aggiornamento: gennaio 2017

Print Friendly and PDF
Newsletter f g+ t in Rss