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Divorzio congiunto

Guida su modi, tempi e costi della procedura per il divorzio congiunto. Con fac-simile di ricorso

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Cos'è il divorzio congiunto

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Con il termine divorzio congiunto si fa riferimento al procedimento giudiziario per lo scioglimento del matrimonio (o dei soli effetti civili, in caso di matrimonio concordatario) avviato dai coniugi consensualmente, dopo aver stabilito di comune accordo le condizioni che regoleranno la fine del loro vincolo coniugale (ad esempio, quelle sulla gestione dei beni comuni, sul mantenimento, sulla casa coniugale, sulla visita ai figli e così via). 

Differenza tra divorzio congiunto e divorzio giudiziale

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Il divorzio congiunto (anche chiamato divorzio consensuale) si differenzia, quindi, dal divorzio giudiziale. Quest'ultimo, infatti, identifica il procedimento per la cessazione degli effetti del matrimonio avviato su ricorso di uno solo dei coniugi, indipendentemente dal consenso dell'altro e quando tra i due non sia stato possibile giungere ad un accordo circa la fine del loro matrimonio.

L'assistenza legale nel divorzio

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I due procedimenti di divorzio riflettono la loro diversità non solo nel grado di complessità che presumibilmente li caratterizzerà, ma anche nel patrocinio legale. Infatti, mentre il divorzio giudiziale richiede necessariamente che ogni coniuge sia assistito da un diverso difensore, nel divorzio congiunto la coppia può essere rappresentata in giudizio da un unico avvocato.

Degna di nota è la disputa che per lungo tempo ha diviso i vari tribunali d'Italia e che aveva ad oggetto la possibilità o meno di presentare la domanda di divorzio congiunto senza l’assistenza di un legale: numerosi fori, infatti, permettevano alla coppia di presentare la loro domanda anche personalmente e senza ricorrere alla difesa tecnica.

Con la sentenza numero 6365/2011, tuttavia, la Corte di cassazione ha fugato ogni dubbio in merito, chiarendo che "il carattere decisorio del provvedimento, che il divorzio dispone, postula l'osservanza della regola della cosiddetta difesa tecnica, trattandosi di un provvedimento che incide su status e su diritti soggettivi e che è assunto con sentenza destinata a passare in giudicato: il carattere “congiunto” della domanda non significa, invero, “consensualità” del divorzio, spettando solo al tribunale la verifica dei suoi presupposti di legge, nonché della rispondenza all'interesse della prole delle condizioni concordate dagli istanti".

Il ricorso per divorzio congiunto

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La domanda congiunta di divorzio: forma e competenza

Come in parte accennato sopra, il divorzio congiunto si svolge secondo un iter assai più snello, rapido ed economico di quello che caratterizza il divorzio giudiziale, che prende il via con la domanda presentata al tribunale da entrambi i coniugi.

La competenza è del tribunale del luogo di residenza o di domicilio dell'uno o dell'altro coniuge.

La forma con la quale presentare la domanda è quella del ricorso, del quale il cancelliere darà poi comunicazione all'ufficiale dello stato civile del luogo dove il matrimonio fu trascritto, per l'annotazione in calce all'atto.

La domanda congiunta di divorzio: contenuto

Al contrario di quanto avviene per la separazione personale (con riferimento alla quale la legge non descrive analiticamente il contenuto della domanda), l'art. 4 della legge n. 898/1970 indica espressamente anche gli elementi essenziali ai fini della validità della domanda di divorzio.

Nel ricorso, in particolare, devono essere riportati i fatti e gli elementi di diritto sui quali si fonda la domanda di scioglimento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili. Deve essere poi indicata l'esistenza di figli di entrambi i coniugi.

La domanda congiunta di divorzio deve anche indicare compiutamente le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti economici.

Cosa allegare al ricorso

Al ricorso vanno innanzitutto allegate le ultime dichiarazioni dei redditi presentate dal singolo componente della coppia.

Inoltre, devono essere prodotti l'atto di matrimonio (che è rilasciato dal Comune ove lo stesso è stato celebrato), il certificato attestante lo stato di famiglia e il certificato di residenza di entrambi i coniugi, la copia autentica del verbale o della sentenza di separazione e la nota di iscrizione a ruolo.

L'audizione dei coniugi

Dopo che i coniugi hanno presentato il ricorso per divorzio congiunto e la cancelleria ha iscritto la causa nel "ruolo generale degli affari civili", le parti sono chiamate a comparire personalmente dinanzi al giudice per il tentativo di conciliazione, in analogia a quanto previsto per la separazione personale. 

Anche in questo caso è prevista l'audizione dei coniugi, onde accertare che la comunione spirituale e materiale tra gli stessi non possa essere mantenuta o ricostituita per uno o più motivi previsti dalla legge.

Il ruolo del Tribunale nel divorzio congiunto

Nel divorzio congiunto, il ruolo del giudicante è comunque molto incisivo: il Tribunale, in camera di consiglio, dovrà verificare che le condizioni stabilite dai coniugi non siano contrarie all'interesse dei figli. Qualora non riscontri siffatta contrarietà, verificata l'esistenza degli elementi soggettivi e oggettivi richiesti, pronuncerà il divorzio con sentenza

Nel caso in cui, invece, sia accertata una contrarietà rispetto all'interesse dei figli, il Tribunale emetterà i provvedimenti urgenti in favore del coniuge debole e dei figli e nominerà il giudice istruttore; quest'ultimo sarà l'organo deputato ad accertare la legalità delle condizioni pattuite, attraverso un giudizio ordinario.

I presupposti per il divorzio congiunto

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In ogni caso, il divorzio non può prescindere dalla sussistenza dei presupposti che la legge richiede per la sua pronuncia.

Il Tribunale, quindi, deve sempre verificare che si sia avverata almeno una delle seguenti condizioni:

  • i coniugi sono separati legalmente da almeno 6 mesi se anche la separazione è stata consensuale o da almeno 12 mesi se la separazione è stata giudiziale;
  • uno di loro è stato condannato per un reato per il quale il nostro ordinamento prevede la pena dell'ergastolo o una pena superiore ad anni quindici o, a prescindere dalla pena, per uno dei reati espressamente individuati dall'articolo 3 della legge sul divorzio (ad esempio, omicidio volontario di un figlio o tentato omicidio a danno del coniuge o di un figlio);
  • uno dei coniugi è cittadino straniero e ha ottenuto l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio all'estero o ha contratto, sempre all'estero, un nuovo matrimonio;
  • il matrimonio non è stato consumato;
  • è passata in giudicato la sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso di uno dei due coniugi. 

Quanto costa il divorzio congiunto

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Il divorzio congiunto, ove possibile, è certamente preferibile per i coniugi.

Oltre ad essere emotivamente meno pesante per la coppia, da un punto di vista economico comporta dei costi più contenuti rispetto alla procedura giudiziale.

Innanzitutto perché le attività da compiere sono, almeno in via di principio, minori, con conseguente ridimensionamento della parcella dell'avvocato. Quest'ultima, poi, può anche essere unica per entrambi i coniugi, se gli stessi decidono di affidarsi a un medesimo legale.

Contributo unificato

Il costo del contributo unificato per un procedimento di divorzio congiunto ammonta a Euro 43 e non è dovuta alcuna marca da bollo.

Divorzio congiunto: fac-simile di ricorso

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Ricorso congiunto per lo scioglimento del matrimonio

Aggiornamento: Giugno 2017

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