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Abusi edilizi e sanzioni

CAPITOLO XII

Abusi edilizi e sanzioni

L’abuso edilizio è un illecito rilevante sia sotto il profilo amministrativo che penale. Deriva sempre da una violazione della normativa urbanistica e sostanzia in termini di difformità tra stato di fatto e di progetto dell’immobile. Per questo l’abuso edilizio è una responsabilità condivisa che coinvolge il committente, il costruttore, il direttore dei lavori per le responsabilità derivanti dalla violazione del titolo edilizio e delle sue modalità esecutive. L’art. 29 comma 1 del DPR 380/2001 recita così: “Il titolare del permesso di costruire, il committente e il costruttore sono responsabili, ai fini e per gli effetti delle norme contenute nel presente capo, della conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano nonché, unitamente al direttore dei lavori, a quelle del permesso e alle modalità esecutive stabilite dal medesimo. Essi sono, altresì, tenuti al pagamento delle sanzioni pecuniarie e solidalmente alle spese per l’esecuzione in danno, in caso di demolizione delle opere abusivamente realizzate, salvo che dimostrino di non essere responsabili dell’abuso”.

L’abuso edilizio si concretizza nel momento in cui un soggetto realizza un’opera in assenza di autorizzazione amministrativa o mancata dichiarazione di inizio di attività – come abbiamo già viso – o anche su suolo non edificabile.

Titolare del permesso, committente e costruttore sono responsabili e tenuti solidalmente al pagamento delle sanzioni pecuniarie, delle spese per l’esecuzione in danno e per le spese di demolizione salvo non si dimostri di essere estranei all’abuso.

Le sanzioni penali in caso di abuso edilizio

Le sanzioni per abuso edilizio sono sia di tipo amministrativo che penale, ma le sanzioni penali non si avviano se prima non si esaurisce l’iter amministrativo. Questo principio è previsto nel D.P.R. 380/2001 e precisamente l’art. 45 dispone che: “l’azione penale relativa alle violazioni edilizie rimane sospesa finché non siano stati esauriti i procedimenti amministrativi di sanatoria di cui all’art.36”. Ma quali sono le sanzioni penali connesse con il reato di abuso edilizio? Sempre l’art. 44 del T.U. dell’edilizia dispone che salve le sanzioni amministrative, si applica l’ammenda fino a 10.329 € per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive; è previsto anche l’arresto fino a due anni e un’ammenda dai 5.164 ai 51.645 € nei casi in cui l’esecuzione dei lavori risulta in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione. Ma le sanzioni penali non finiscono qui perché è previsto l’arresto fino a due anni e un’ammenda che va da un minimo di 15.493 € a un massimo di 51.645 € nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio. La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, paesaggistico – ambientale.

È prevista la confisca dei terreni nelle ipotesi di lottizzazione abusiva accertata con sentenza definitiva. La Corte Costituzionale con sentenza n. 49/2015 ha rilevato che: “è inammissibile, per erronea individuazione del presupposto interpretativo e dell'efficacia del principio di diritto espresso dalla Corte Edu, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 44 comma 2, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, nella parte in cui consente che la confisca urbanistica dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite venga disposta anche attraverso una sentenza che dichiari estinto il reato per intervenuta prescrizione, in relazione all'art. 7 Cedu, in riferimento all'art. 117, comma 1, cost". Una sentenza importante che abbiamo deciso di riportare per mettere in evidenza come la confisca rilevi come sanzione amministrativa reale. Non ha finalità punitive, ma ha carattere reale.

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