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Vizio di mente

Il vizio di mente del reo. La disciplina di cui all'art. 88 c.p. che esclusa la punibilità di chi, al momento della commissione del fatto, era incapace di intendere e di volere
  1. Vizio di mente: la non punibilità
  2. L'infermità ai fini dell'esclusione dell'imputabilità
  3. Vizio di mente totale e parziale
  4. Gli stati emotivi o passionali

Vizio di mente: la non punibilità

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Guide di diritto penale
L’art. 88 c.p. stabilisce che “non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità d’intendere e volere”.
Il successivo articolo 89 prevede poi “chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità d’intendere e volere, risponde del reato commesso; ma la pena è diminuita”.

L'infermità ai fini dell'esclusione dell'imputabilità

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Non basta accertare l’esistenza di una malattia mentale per escludere l’imputabilità: occorre appurare in concreto caso per caso, se, e in quale misura, tale malattia abbia effettivamente compromesso la capacità del soggetto di intendere e volere.
Per infermità deve intendersi un concetto molto più ampio rispetto a quello di malattia giungendo a comprendere anche i disturbi psichici di carattere non strettamente patologico. 
Rientra tra le infermità anche la malattia fisica (anche quelle a carattere transitorio) da cui derivi un vizio di mente.

Vizio di mente totale e parziale

Il vizio di mente è totale (art. 88 c.p.) se al momento della commissione del fatto, l’infermità è tale da escludere del tutto la capacità di intendere e volere.
E’ invece parziale (art. 89 c.p.) se la capacità di intendere e volere non è esclusa ma solo diminuita in presenza di un vizio di mente. 
La pena è esclusa se l’infermità è totale mentre viene diminuita in caso di infermità parziale. 

Gli stati emotivi o passionali

L’art. 90 c.p. stabilisce che “gli stati emotivi o passionali non escludono né diminuiscono l’imputabilità”
La rilevanza scusante degli stati emotivi o passionali è comunque ammessa in presenza di due condizioni essenziali: 
a) lo stato di coinvolgimento emozionale si manifesti in una personalità già debole; 
b) lo stato emotivo o passionale assuma, per particolari caratteristiche, significato e valore di infermità, sia pure a carattere transitorio.
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