Il testo e le novità della legge approvata in via definitiva dal Senato il 2 marzo 2022 sull'agricoltura bio che prevede l'istituzione di un marchio per i prodotti biologici italiani

Il testo unificato sull'agricoltura biologica

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Il 2 marzo 2022 il Senato ha approvato in via definitiva, con 195 voti favorevoli, nessuno contrario e 4 astenuti, il ddl (sotto allegato) sull'Agricoltura con metodo biologico, dopo che il 9 febbraio 2022 era arrivato il si della Camera al testo sull'agricoltura biologica e non solo.

Il testo, formato da 21 articoli, ha unificato diverse proposte di legge e contiene disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico. Equiparazione però che non è ben vista da tutti, perché incongruente e sulla quale sicuramente si tornerà a discutere per espungerla.

Vediamo che cosa prevedono le disposizioni più importanti.

Produzione biologica: definizione

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Per produzione biologica il testo intende un sistema globale che include un certo modo di gestire l'azienda, che deve fare impresa rispettando l'ambiente e l'ecosistema, salvaguardando le risorse naturali, il benessere degli animali e lo sviluppo rurale, perseguendo gli obiettivi di riduzione delle immissioni di gas a effetto serra e contribuendo a raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030 stabiliti a livello europeo.

Al Senato è stato reintrodotto il periodo che prevede l'equiparazione del metodo dell'agricoltura biologica e quello dell'agricoltura biodinamica.

Organizzazione e promozione

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Il primo articolo elenca gli obiettivi del provvedimento, ossia il sistema delle autorità nazionali e locali, degli organismi competenti, i distretti biologici e l'organizzazione della produzione e del mercato.

Si vuole promuovere, salvaguardare e sviluppare la produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico anche attraverso il sostegno alle iniziative, le campagne d'informazione e la promozione dell'utilizzo dei prodotti biologici da parte delle istituzioni e degli enti pubblici.

Autorità centrale e locali

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Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali è designato quale Autorità nazionale con funzioni d'indirizzo e di coordinamento.

Presso il Ministero è prevista l'istituzione del Tavolo tecnico per la produzione biologica per stabilire le priorità del Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica, esprimere pareri sui provvedimenti nazionali ed europei in materia, proporre attività di promozione e individuare strategie per favorire l'ingresso di nuove aziende nel biologico e la conversione di quelle esistenti. A un decreto del Ministero il compito di definire il funzionamento del Tavolo.

Sempre presso il Ministero è prevista l'istituzione del Tavolo di filiera per i prodotti biologici, al fine di promuovere l'organizzazione del mercato dei prodotti biologici e la stipulazione delle intese di filiera.

Le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano invece sono chiamate a svolgere attività tecnico-scientifiche ed amministrative relative alla produzione biologica a livello locale.

Al Mipaaf e alle Regioni è affidato inoltre il compito di riconoscere le organizzazioni dei produttori biologici, in base ai criteri che verranno definiti con decreto.

Marchio nazionale prodotti biologici

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Uno degli aspetti più interessanti del testo è quello che riguarda l'uso di un marchio nazionale in grado d'identificare i prodotti biologici prodotti in Italia. A un decreto, che dovrà essere emanato entro 90 giorni dall'entrata in vigore del testo, il compito di definire condizioni e modalità per l'attribuzione.

Per sostenere l'agricoltura biologica e la realizzazione del marchio è prevista l'istituzione di un fondo apposito, ossia il "Fondo per lo sviluppo della produzione biologica".

Piano d'azione per la produzione biologica e i prodotti biologici

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Al Ministero anche il compito di adottare entro 90 giorni dal'entrata in vigore del testo, un piano nazionale per la produzione biologica e i prodotti bio, che deve porsi alcuni importi obiettivi:

  • agevolare la conversione al biologico delle piccole imprese con redditi non superiori ai 7000 euro;
  • sostenere forme associative e accordi per rafforzare la filiera;
  • incentivare il consumo di prodotti biologici;
  • favorire l'insediamento di nuove aziende bio nelle zone montane;
  • promuovere la tracciabilità;
  • migliorare il sistema dei controlli e della certificazione di qualità;
  • incentivare la ricerca e l'innovazione;
  • stimolare gli enti pubblici a impiegare e consumare prodotti biologici nelle mense ad esempio;
  • valorizzare le produzioni biologiche italiane;
  • promuovere la sostenibilità.

A questo si affianca anche il Piano nazionale delle sementi biologiche, che deve essere adottato previa intesa con la Conferenza Stato Regioni entro sei mesi dall'entrata in vigore del testo, per aumentare la disponibilità delle sementi e migliorarne l'aspetto quantitativo e qualitativo. L'art 18 contiene la disciplina specifica delle sementi biologiche, che sono sottoposte a regole rigide nella fase della commercializzazione.

Scarica pdf Legge agricoltura biologica Dl 988 B- 2022

Foto: 123rf.com
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