L'invito dell'intendente di finanza, al concessionario del servizio esattoriale delle imposte, per il pagamento degli importi dei versamenti diretti eseguiti dai contribuenti, costituisce l'atto iniziale del procedimento di espropriazione forzata della cauzione prestata dall'esattore medesimo, inteso al pronto recupero del proprio credito da parte dell'amministrazione finanziaria nell'esercizio di un potere di autotutela, incontestabilmente utilizzabile nel solo caso di discordanza tra versamenti effettuati e risultanze dei dati contabili (Cassazione, Sentenza 1° ottobre 2002, n.14080 - Riscossione Esattoriale - Esattorie delle Imposte Dirette e Consorzi Esattoriali - Obblighi dell'esattore).
Articoli correlati
In evidenza oggi
- Affidamento dei figli: nè "premio" nè "punizione"
- Quasi flagranza: quando la polizia può arrestare il sospettato
- La Legge Cartabia nei procedimenti di famiglia: criticità ed evoluzione giurisprudenziale
- Abbreviato secco, il Gip deve valutarlo dopo il diniego del condizionato
- Processo civile: se basta una parola per perdere la causa




