L'Ufficio di Sorveglianza di Foggia concede la detenzione domiciliare provvisoria al reo affetto da patologie a rischio di complicanza per infezione da Covid-19
appartamento dentro le sbarre del carcere

Covid-19: domiciliari al posto della detenzione in carcere

Nel corso dell'ultimo anno, a causa dei rischi legati alla diffusione del COVID-19 anche in ambienti particolarmente vulnerabili al contagio come quelli delle carceri, in diverse occasioni i Tribunali e gli Uffici di sorveglianza si sono trovati a dettare provvedimenti che, tra l'altro, prevedono la detenzione domiciliare in sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere per coloro che presentano una serie di patologie o appaiono in condizioni di fragilità tali da porli più a rischio di altri.

Tra i più recenti, particolarmente interessante, soprattutto alla luce della terza ondata pandemica che ha travolto il paese, appare l'ordinanza n. 941/2021 (sotto allegata) emessa in data 2 aprile 2021 dell'Ufficio di Sorveglianza di Foggia, a seguito dell'istanza presentata per ragioni sanitarie da parte dell'avv. Antonio Andrisano del Foro di Brindisi, difensore del detenuto assieme all'avv. Giulio Treggiari del Foro di Foggia.

L'Ufficio ha deciso di concedere la detenzione domiciliare provvisoria per la durata di sei mesi, proprio in funzione dell'emergenza sanitaria in corso, a un cinquantenne recluso presso la Casa Circondariale di Foggia in espiazione della pena per una serie di reati (truffa ed altri reati soprattutto contro il patrimonio, tutti di natura non ostativa).

La decisione giunge a seguito di una puntuale analisi del magistrato, a partire dalla valutazione del certificato penale e dei dei carichi pendenti, con contestuale valorizzazione di una serie di elementi e dell'insussistenza di cause ostative: dall'intero contesto informativo non emerge una personalità del reo connotata da un livello di pericolosità sociale non contenibile mediante una misura domiciliare e anche dalla relazione comportamentale della Casa Circondarle emergono linearità di condotta e assenza di criticità nello svolgimento della detenzione.

Condizioni di salute e grave rischio di contagio

Rilevanti per la decisione sono le condizioni di salute dell'uomo, affetto da "broncopatia cronica asmatiforme in soggetto allergico a polvere e polline". Per il sanitario dell'I.P. "trattasi di patologia a rischio di complicanza per infezione da Covid-19 come da nota del D.A.P. del 19/3/2020".

Tale situazione, si legge nel provvedimento, "rende opportuna l'applicazione della detenzione domiciliare ex art. 47-ter, commi 1-ter e 1-quater o.p. e 147 n. 2 c.p. in quanto il prevenuto si trova esposto a grave rischio per la salute in caso di eventuale contrazione di infezione da Covid-19".

La decisione dell'Ufficio foggiano si inserisce in un contesto in cui sono state adottate misure analoghe proprio in virtù dell'attuale situazione di rischio determinata dalla diffusione del virus Covid-19 in ambienti come quelli carcerari dove, oltre a essere ben note le criticità in tema di sovraffollamento, è stato necessario predisporre maggiori distanze tra detenuti e familiari.

In realtà, alcune categorie di persone, tra cui gli anziani e coloro che risultano affetti da alcune patologie (come quelle cardiache, respiratorie o croniche rilevanti) sono più a rischio di altre, sicché si è ritenuta l'incompatibilità con il regime detentivo in virtù dell'elevato rischio di contagio, da ciò consentendo di presentare istanza di detenzione domiciliare ex art. 47 ter O.P. unitamente all'art. 147 del codice penale.

Si ringrazia l'avv. Antonio Andrisano per l'invio del provvedimento
Scarica pdf Ufficio di Sorveglianza di Foggia ordinanza n. 941/2021
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Foto: 123rf.com
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