La vicenda di un'astronauta accusata di accesso illecito dallo spazio ai dati della ex moglie porta in risalto la questione della legge penale applicabile

di Valeria Zeppilli - Di recente, è balzata agli onori della cronaca la vicenda di una donna americana, di professione astronauta, accusata di aver eseguito un accesso illecito ai conti correnti della sua ex moglie nel corso di una missione della Stazione Spaziale Internazionale e, quindi, mentre si trovava in orbita.

Il primo reato nello spazio

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Ancora il destino dell'astronauta è incerto, ma se dovesse essere condannata ci troveremmo di fronte al primo caso di reato commesso nello spazio.

Di fronte a tale vicenda sorge spontanea una domanda: quale legge penale si applica?

L'accordo tra le agenzie spaziali

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La risposta la si trova nell'accordo tra le agenzie spaziali che gestiscono la Stazione Spaziale Internazionale, ovverosia la NASA, la Roscosmos, l'Esa, la Csa e la Jaxa, che, sebbene in passato non vi siano stati casi simili, si sono preoccupate di regolamentare la questione.

In particolare, in tale accordo si stabilisce che la responsabilità penale di un astronauta per i fatti commessi nel corso di una missione nello spazio è regolata dalle leggi vigenti nel paese del quale lo stesso è cittadino.

La vicenda

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Per il momento, il destino dell'astronauta che, dallo spazio, ha spiato i conti della ex moglie non è ancora segnato.

Della vicenda, però, sono già stati interessati dalla vittima la Federal Trade Commission degli USA e l'ispettore generale della Nasa. L'astronauta si difende asserendo di non aver commesso nulla di illecito ma di essersi voluta solo accertare che i conti della famiglia fossero a posto. Su di lei, tuttavia, pende l'accusa di accesso non autorizzato e furto di dati personali.

Valeria Zeppilli

Foto: 123rf.com
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