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Amazon, nessun obbligo di numero verde

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Secondo la Corte di giustizia europea non c'è un obbligo incondizionato di mettere a disposizione del consumatore una linea telefonica basta assicurare comunicazione efficace
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di Gabriella Lax - Per Amazon, così come per altre piattaforme di e-commerce, non c'è nessun obbligo di mettere a disposizione dei consumatori un numero verde, basta assicurare un contatto rapido e una comunicazione efficace con mezzi accessibili, chiari e comprensibili. A stabilirlo è la prima sezione della Corte di giustizia europea con la sentenza del 10 luglio 2019 (in allegato), che decide la causa C-649/17.

I fatti

Il ricorso alla Corte di giustizia è arrivato nell'ambito di una controversia tra il Bundesverband der Verbraucherzentralen und Verbraucherverbände - Verbraucherzentrale Bundesverband (Unione federale delle centrali e delle associazioni dei consumatori, Germania) e Amazon EU Sàrl in relazione a un'azione inibitoria proposta dall'Unione federale, riguardante le pratiche dell'Amazon EU in materia di visualizzazione delle informazioni che consentono al consumatore di contattare tale società.

L'Unione federale delle associazioni dei consumatori tedeschi sosteneva che Amazon non avesse messo telefono e fax, come previsto nella legislazione tedesca, e ciò in violazione della direttiva 2011/83 sui diritti dei consumatori. Per dirimere la controversia la Corte federale tedesca si è rivolta alla Corte Ue. Secondo i giudici europei, la direttiva a cui si fa riferimento stabilisce che nei casi di contratti a distanza o negoziati al fuori dei locali commerciali il professionista fornisca al consumatore «in maniera chiara e comprensibile», le informazioni riguardanti l'indirizzo geografico dove il professionista è stabilito, nonché telefono, fax e email, «ove disponibili». In quest'ultimo caso c'è da chiarire la portata dell'obbligo da leggere in base al contesto e agli scopi perseguiti dall'atto dell'Unione., ricordando che:

-L'armonizzazione di taluni aspetti dei contratti a distanza conclusi dai consumatori e dei contratti da essi negoziati fuori dei locali commerciali è necessaria per promuovere un effettivo mercato interno dei consumatori, che raggiunga il giusto equilibrio tra un elevato livello di tutela dei consumatori e la competitività delle imprese

- La completa armonizzazione delle informazioni e il diritto di recesso nei contratti a distanza e nei contratti negoziati fuori dei locali commerciali contribuirà quindi a un livello elevato di protezione dei consumatori e a un migliore funzionamento del mercato interno tra imprese e consumatori.

- L'armonizzazione completa di alcuni aspetti normativi chiave dovrebbe aumentare considerevolmente la certezza giuridica sia per i consumatori che per i professionisti. Entrambi dovrebbero poter fare affidamento su un unico quadro normativo basato su concetti giuridici chiaramente definiti che regolamentano taluni aspetti dei contratti tra imprese e consumatori nell'Unione. E ancora i consumatori dovrebbero beneficiare di un elevato livello di tutela in tutta l'Unione.

CGUE: nessun obbligo di numero verde per le piattaforme di e-commerce

Dunque se è vero che la possibilità, per il consumatore, di contattare rapidamente il professionista e comunicare efficacemente con lui, come previsto dall'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2011/83, riveste un'importanza fondamentale per la tutela dei suoi diritti, tuttavia, nell'interpretare tale disposizione, occorre garantire un giusto equilibrio tra un livello elevato di tutela dei consumatori e la competitività delle imprese, come enunciato al considerando 4 della stessa direttiva, rispettando al contempo la libertà di impresa dell'imprenditore, come sancita all'articolo 16 della Carta Secondo la Corte, la direttiva va interpretata nel senso che, da un lato, essa osta a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che impone al professionista, prima di concludere con un consumatore un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, di fornire, in ogni caso, il proprio numero di telefono. Dall'altro lato, detta disposizione non implica un obbligo per il professionista di attivare una linea telefonica, o di fax, o di creare un nuovo indirizzo di posta elettronica per consentire ai consumatori di contattarlo e impone di comunicare tale numero o quello del fax o il suo indirizzo di posta elettronica soltanto nel caso in cui detto professionista già disponga di tali mezzi di comunicazione con i consumatori.

Per i giudici europei, un obbligo incondizionato di mettere a disposizione del consumatore una linea telefonica o avere appositamente un nuovo indirizzo mail rappresenterebbe un onere sproporzionato se si considera il contesto economico di talune imprese che possono cercare di ridurre il loro costo di funzionamento» attraverso il web. Infine, l'obbligo per il professionista di non applicare tariffe superiori a quella di base quando il consumatore lo contatta su un contratto concluso gioca a favore del fatto che non va imposto all'azienda di attivare una linea nel rapporto precontrattuale. Amazon dunque potrà stabilire il mezzo che preferisce.

Scarica pdf sentenza Cgue C-649/17
(12/07/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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