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ROL: cosa sono e come funzionano

Guida ai ROL, i permessi retribuiti per motivi personali o familiari, di natura retributiva, origine contrattuale, consultabili nel CCNL o in busta paga
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di Annamaria Villafrate - I ROL sono permessi retribuiti di cui il dipendente può usufruire in presenza di valide motivazioni personali o familiari. Questi permessi hanno natura retributiva e non sono regolamentati da una legge. Essi infatti hanno origine contrattuale, per cui se il singolo dipendente vuole saper quante ore di permessi ha a disposizione, quando le deve usare e l'importo a lui spettante se decide di monetizzarle deve consultare il CCNL di appartenenza o la busta paga. Il datore deve pagarli nella busta paga successiva al periodo di scadenza. Per quanto riguarda infine l'obbligo contributivo del datore nel caso in cui vengano accantonati per godimento o pagamento successivi rispetto alle scadenze stabilite dai CCNL, il Ministero del lavoro precisa che non può subire slittamenti.

Indice:

  1. Cosa sono i ROL
  2. ROL: natura giuridica
  3. ROL: origine contrattuale
  4. ROL: dove si può consultare il monte ore dei permessi
  5. ROL: come funzionano
  6. ROL: obbligo contributivo se accantonati?

Cosa sono i ROL

I ROL (riduzione orario di lavoro) sono permessi retribuiti di cui il dipendente può usufruire per un certo numero di giorni all'anno, per astenersi dall'attività lavorativa, in presenza di motivazioni valide, anche di natura meramente personale o famigliare. Il loro riconoscimento varia in base al CCNL di appartenenza e alle mansioni svolte.

ROL: natura giuridica

I ROL hanno natura retributiva, lo ha sancito anche la Corte di Cassazione nella sentenza n. 10354/2016, intervenuta sul ricorso di un dipendente di una ditta a cui Trenitalia aveva appaltato dei servizi di pulizia: "… la riduzione mensile orario di lavoro (ROL), che ha invece natura retributiva (qualificata indubbiamente tale anche da: Cass. 23 ottobre 2014, n. 22546), per la sua coessenzialità alla prestazione dell'attività lavorativa (arg. anche da: Cass. 8 luglio 2008, n. 18707), nella flessibilità della sua modulazione, remunerata da una specifica indennità, specificamente compresa quale elemento (ulteriore) della retribuzione dagli artt. 63, p.to 1.2, lett. q) e 78 del CCNL delle attività ferroviarie del 16 aprile 2003: sicché essa rientra a pieno titolo tra i trattamenti retributivi che il committente è tenuto a garantire."

ROL: origine contrattuale

Non esiste una legge che disciplini nel dettaglio i ROL. Essi infatti hanno natura contrattuale, come precisato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con nota prot. n. 8489 del 27 giugno 2007 (sotto allegata): "il ROL è in istituto la cui regolamentazione è rimessa alla disciplina stabilita dalle parti, in quanto previsione meramente contrattuale e che il mancato rispetto degli accordi così stabiliti, non contempla alcuna ipotesi sanzionatoria, né penale né amministrativa". Stante l'assenza di una disciplina pubblica che li regolamenti c'è però una regola generale da rispettare per i ROL: essi possono essere previsti solo dai contratti full-time a tempo determinato e indeterminato.

Non esiste neppure un monte ore massimo stabilito per legge. Occorre infatti fare riferimento ai contratti collettivi nazionali di settore per sapere quante ore di permessi retribuiti si hanno a disposizione e in che modo si possono usufruire. I permessi infatti, diversamente dalle ferie, a cui il dipendente non può rinunciare, possono essere non goduti e scambiati con una somma di denaro.

ROL: dove si può consultare il monte ore dei permessi

Chi desidera sapere quanti e quali sono i permessi retribuiti di cui può godere annualmente deve esaminare il contratto collettivo nazionale del settore di appartenenza o la busta paga. Nella parte inferiore del documento sonio infatti indicati i ROL maturati, quelli goduti (ossia quelli di cui il dipendente ha usufruito) e il saldo, ovvero quelli di cui il dipendente può ancora beneficiare.

ROL: come funzionano

I ROL maturano in ragione di ratei mensili e il datore di lavoro non è obbligato a concederli prima che il lavoratore ne abbia maturato il diritto, a meno che non debbano essere utilizzati collettivamente. Se il lavoratore non ne fruisce, di solito entro la fine dell'anno di riferimento, il datore è tenuto a erogare un' indennità corrispondente d'identico valore economico, da calcolarsi in base alla retribuzione percepita al momento.

ROL: obbligo contributivo se accantonati?

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ha chiesto alla Direzione Generale per l'attività ispettiva del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali "se la fruizione o monetizzazione dei permessi in questione, in presenza di un accordo o di una prassi aziendale condivisa in ordine all'accantonamento degli stessi per godimento o pagamento successivi rispetto alle scadenze stabilite dai CCNL possa far sorgere, comunque, in capo al datore di lavoro l'obbligazione contributiva con riferimento al termine stabilito nei contratti nazionali, nonché legittimare nei confronti del datore stesso la richiesta di adempimento del predetto obbligo".

Il Ministero, con interpello n. 16-2011 (sotto allegato) ha risposto evidenziando che: "tale obbligazione, in linea con i principi che regolano la materia previdenziale, va individuata in relazione al termine ultimo di godimento dei permessi. Pertanto, si ritiene che l'adempimento dell'obbligo contributivo non possa subire alcuno slittamento temporale e di conseguenza il versamento dei relativi contributi debba essere effettuato, secondo le regole generali, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui si colloca il termine ultimo di godimento del permesso".

Leggi anche:

- Permessi orari retribuiti, le novità

- Lavoro: quando spettano i permessi retribuiti

Nota Ministero del Lavoro 27 giugno 2007 prot 8489
Ministero lavoro e politiche sociali - interpello n. 16-2011
(28/08/2018 - Annamaria Villafrate)
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