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E' nata la moneta da 40 centesimi

Una moneta "finta" da smartphone con il fine di fare beneficenza. Ideata dall'agenzia dell'Onu World Food Programma, la campagna prevede la distribuzione delle monete dal valore pari ad un pasto per le zone di emergenza alimentare
euro

di Gabriella Lax - Una moneta da 40 centesimi, la quantità di denaro che occorre per sfamare un bambino che non ha da mangiare. Per diffondere questa informazione l'Onu ha coniato una moneta da 40 centesimi, simile a quelle da 10, 20 o 50centesimi e l'ha messa in circolazione.

La fame si combatte con la moneta da 40 centesimi

Si tratta di una iniziativa messa a punto dal World Food Programme (WFP) dell'Onu, organizzazione umanitaria e agenzia delle Nazioni Unite impegnata a combattere la fame nel mondo, fornendo assistenza alimentare nelle emergenze e lavorando con le comunità per migliorarne la nutrizione e costruirne la resilienza. Le attività del WFP si concentrano nell'assistenza d'emergenza, nel soccorso e nella ricostruzione, nello sviluppo e nelle operazioni speciali. Due terzi dei nostri interventi si svolgono in paesi colpiti da conflitti, dove il rischio per le popolazioni di essere denutrite è tripla rispetto ai paesi in pace.

Grazie ad uno smartphone e ad un'app si possono salvare dalla fame milioni di persone, come è già stato fatto in Yemen, Siria, Sudan, il Bangladesh, l'Uganda e la Nigeria.

Come riporta La Stampa, "Ogni persona con uno smartphone può cambiare la vita a un bambino" è lo slogan dell'agenzia delle Nazioni Unite che ha lanciato la campagna.

Cosa si compra con 40 centesimi? La domanda è stata fatta anche a Milano, nel corso di un esperimento sociale. Un click sullo smartphone perché il numero di dispositivi presenti nel mondo è circa 20 volte quello dei bambini affamati. «ShareTheMeal è nata proprio per questo motivo – racconta il direttore Massimiliano Costa - per combattere la fame attraverso l'innovazione». In due anni più di un milione di persone hanno aderito al progetto offrendo oltre 22 milioni di pasti. In un futuro prossimo potrebbero essere coinvolti ed aiutati anche altri Paesi.

(22/04/2018 - Gabriella Lax)
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