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Conti correnti: quanto costano?

I dati dell'indagine sul costo dei conti correnti illustrati dalla banca d'Italia nelle recenti "Note di stabilità finanziaria e vigilanza"
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di Roberto Paternicò - Con le recenti "Note di stabilità finanziaria e vigilanza" di aprile 2017, Banca d'Italia illustra i risultati dell'ultima indagine effettuata sul costo dei conti correnti nel periodo 2010-2015.

Le analisi sono state svolte per calcolare la spesa media di gestione di un conto corrente sostenuta da un campione rappresentativo di famiglie sulla base delle commissioni addebitate e dell'operatività documentata negli estratti conto di fine anno.

I risultati dell'indagine sul costo dei conti correnti:

- le componenti di costo di un conto corrente sono fisse e variabili. Le prime, sono rappresentate ad esempio: dal canone annuo, dai canoni relativi a eventuali carte di pagamento, dalle spese per le comunicazioni periodiche e dalle imposte di bollo; le seconde, in funzione del numero di operazioni disposte nel corso dell'anno (ad esempio: prelievo di denaro con carta di debito, domiciliazione utenze, bonifici) e del costo del servizio. Al di là delle varie tipologie di conto corrente offerte sul mercato è bene tenere presente che la spesa media di un conto corrente non è di facile quantificazione poiché risente di numerosi e diversi fattori (costo medio unitario dei vari servizi utilizzati; tipologia e numero di tali servizi; intensità di utilizzo dei servizi), che possono variare da un consumatore all'altro. In ogni caso, Banca d'Italia, nel periodo in esame (2010-2015) ha verificato che la spesa media di gestione di un conto corrente è diminuita mediamente del 3,4%. Nel 2015 essa è risultata pari a 77 euro, 15 euro in meno rispetto al 2010. Una contrazione riscontrata nella diminuzione degli oneri fissi e di quelli variabili pur con un aumento delle operazioni medie della clientela (da 126 a 144 operazioni annue). Probabile effetto, anche, dei sempre più diffusi servizi digitali di "home banking" , filiali "self automatiche", etc. che si svilupperanno sempre di più nei prossimi anni;


- si sono ridotti gli oneri variabili riferibili alle operazioni di scrittura e ai prelievi di contante (rispettivamente di 2,6 e 0,8 euro) mentre è aumentata la spesa per bonifici di 1,3 euro (salvo quelli online) per effetto della crescita del numero di operazioni. Gli oneri variabili dipendenti dall'andamento del costo medio unitario delle varie operazioni è progressivamente diminuito, sino a raggiungere nel 2015 valori inferiori a quelli del 2010 (da 0,25 a 0,20 euro);


- risulta utile ricercare offerte più convenienti, anche, presso la stessa banca, considerato che per i contratti aperti da non più di un anno le spese di gestione del conto sono diminuite del 7,6% annuo nel periodo di osservazione, mentre appare molto più contenuta (1,9% annuo) per i conti aperti da più di 10 anni.

Nei fogli informativi dei conti correnti, infine, é presente l'indicatore sintetico di costo (ISC), il parametro rappresentativo della spesa ipotetica di un conto corrente che seppur utile riferimento per valutare la convenienza delle diverse offerte commerciali, può discostarsi dalla spesa effettiva. Tale differenza può dipendere sia da un'operatività diversa da quella prevista nel profilo tipo dell'ISC, sia dalle diverse commissioni applicate rispetto a quelle massime pubblicizzate. Infatti, nel periodo esaminato, la quota dei clienti che ha sostenuto una spesa superiore all'ISC è progressivamente diminuita dal 31,2 al 22,7%.


La normativa prevede che nelle comunicazioni periodiche relative ai conti correnti debba essere possibile confrontare l'ISC con il totale delle spese effettivamente sostenute, al fine di verificare se vi sono prodotti più adatti alle proprie esigenze.

Contenzioso Bancario
(28/04/2017 - Dott.Roberto Paternicò)
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