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Rinnovo porto di pistola per difesa personale

Il godimento del porto d'armi senza abusarne
pistola riposta in un cassetto
Avv. Francesco Pandolfi - La Prefettura respinge l'istanza con cui l'interessato vuole ottenere il rinnovo della licenza di porto di pistola per difesa personale.

Di fronte alla ferma negazione, il ricorrente (appartenente all'Arma dei Carabinieri e già dotato di arma di servizio) reagisce deducendo l'eccesso di potere dell'amministrazione per difetto di istruttoria, ingiustizia, sviamento e violazione del principio di giusto procedimento, inoltre per violazione dell'art. 97 Cost. nonché travisamento dei fatti.

Il caso è stato trattato in primo grado dal Tar Bari, sentenza n. 79 del 27.01.2016: favorevole all'interessato.
La domanda cautelare viene subito accolta, la Prefettura successivamente rilascia l'autorizzazione al porto di pistola per l'uso richiesto.

Andiamo a vedere come i Magistrati pervengono a decisione.

Il punto cruciale del thema decidendum è il limite della discrezionalità concessa all'amministrazione.

Tale discrezionalità richiede un onere motivazionale rinforzato quanto l'interessato ha goduto del porto d'armi senza abusarne, soprattutto nel caso in cui non si trovano indizi che la sua condotta sia cambiata peggiorando.

Il criterio di massima per orientarsi è dunque il seguente: è sempre vero che il Prefetto in sede di rinnovo della licenza di porto d'armi può riesaminare le condizioni che inizialmente avevano indotto al rilascio, ma è pur vero che il potere di riesame può approdare ad una diversa decisione se sono cambiate le condizioni e i presupposti sui quali era stato basato l'originario rilascio dell'autorizzazione, inoltre se sia venuta meno la posizione professionale e di "status" inizialmente presa in considerazione dall'autorità di polizia ai fini dell'autorizzazione alla disponibilità dell'arma per difesa personale.

In pratica

Il ricorrente mette in risalto di aver ottenuto il titolo del porto d'armi per difesa personale vista la propria appartenenza all'Arma e considerato lo svolgimento di servizi sempre e solo in abiti borghesi, in quanto assegnato al reparto del Nucleo Operativo e Radiomobile, condizioni rimaste praticamente immutate nel tempo e considerate dalla stessa Prefettura come rilevanti negli anni in cui ha ripetutamente concesso il rinnovo della licenza.

Il ricorso è accolto.

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Si occupa principalmente di Diritto Militare in ambito amministrativo, penale, civile e disciplinare ed è autore di numerose pubblicazioni in materia.
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(23/02/2017 - Avv.Francesco Pandolfi) Foto: 123rf.com
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