Sei in: Home » Articoli

Facebook: chiusa la pagina della 'ndrangheta

Il gruppo "Al di sopra della legge – Intoccabili autorizzati a delinquere" segnalato da Klaus Davi non è più visibile
uomo che porta occhiali con scritta Facebook

di Marina Crisafi – Si chiamava "Al di sopra della Legge - Intoccabili autorizzati a delinquere" il gruppo Facebook facente capo a Emanuele Mancuso, figlio del boss della 'ndrangheta Pantaleone attualmente irreperibile. Da oggi questo gruppo è stato chiuso.

Segnalato nei giorni scorsi dal massmediologo Klaus Davi, noto nell'ultimi tempi per le inchieste contro il fenomeno mafioso in Calabria e soprattutto nella provincia reggina, il gruppo nato sul social network prendeva "di mira le divise".

Davi aveva puntato il dito contro lo spazio sul social network spiegando che a crearlo era stato il "pupillo di una delle più potenti famiglie della 'ndrangheta calabrese, già noto alla forze dell'ordine per precedenti legati a estorsione e già sorvegliato".

Nel gruppo, pubblico e dunque visibile a tutti, i post erano di diversa natura: dall'enfasi sui casi di cronaca che hanno visto come presunti responsabili le forze dell'ordine ai meri insulti, alle locandine provocatorie, alle frasi in dialetto, sino alle firme dei membri stessi, da "mafiosi" a "capo clan".

Immediate le polemiche e gli interventi dei parlamentari dei vari schieramenti contro i contenuti del gruppo e la sua stessa apertura. Attacchi "volgari, deliranti e inaccettabili" contro le forze dell'ordine ha affermato il senatore Pd e componente commissione parlamentare antimafia Stefano Esposito, seguito a ruota dal senatore Maurizio Gasparri (FI) per il quale non solo "è vergognoso che su Facebook sia stato possibile aprire la pagina di un gruppo che inneggia alla mafia e all'odio verso le forze dell'ordine - ma - ancora più incredibile è che questo gruppo non sia stato ancora censurato".

Da qui la richiesta alle autorità competenti di avviare tutte le procedure per intimare al social network statunitense la chiusura di questa pagina e l'invito alla previsione di "regole più stringenti per impedire che attraverso la rete si possa inneggiare all'odio e alla criminalità".

Oggi, dopo giorni di polemiche, il gruppo non è più visibile.

(19/12/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Processo civile: compensazione delle spese più estesa
» Facebook: reato di diffamazione aggravata anche per chi commenta
» Facebook: reato di diffamazione aggravata anche per chi commenta
» Condominio: chi ha la pec paga le spese per la corrispondenza?
» Il diritto all'oblio nella recente pronuncia vittoriosa di Antonello Venditti c. Rai


Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss