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Cassazione: anche il bacio sulla testa è violenza sessuale

I giudici puniscono la condotta complessiva consistita altresì nel cingere i fianchi e in altri comportamenti volti a violare la libertà sessuale altrui
uomo bacia donna sulla testa

di Valeria Zeppilli – Per la Cassazione la violenza sessuale è configurabile anche quando viene schioccato un bacio sulla testa. Ovviamente, non basta solo questo ma è necessario un comportamento complessivo volto a violare la libertà sessuale altrui.

Nella sentenza numero 41469/2016 depositata il 4 ottobre (qui sotto allegata), i giudici hanno infatti affermato che "ai fini della configurabilità del delitto di violenza sessuale, la rilevanza di tutti quegli atti che, in quanto non direttamente indirizzati a zone chiaramente definibili come erogene, possono essere rivolti al soggetto passivo, anche con finalità del tutto diverse, come i baci o gli abbracci" va valutata nel contesto complessivo, tenendo conto dei rapporti intercorrenti tra le persone coinvolte e di ogni determinazione della loro sessualità. Con la conseguenza che essi possono assumere anche valenza penale.

I singoli atti, insomma, non possono essere valutati in maniera parcellizzata ma se ne deve considerare l'idoneità a comporre, nel complesso, una condotta abusante.

Il bacio sulla testa, se affiancato da altri gesti come la presa per i fianchi, gli abbracci indesiderati e il toccare le parti intime, concorre a formare una violenza sessuale. Non importa che tale comportamento non abbia strettamente una natura di tal genere.

Nel caso di specie, la condotta era consistita in una serie di comportamenti tra i quali erano compresi anche dei baci sulla testa, affiancati da gesti più espliciti come il prendere alle spalle la vittima cingendole i fianchi con le mani, il toccarle il seno e l'attaccarsi al suo corpo.

Se per il tribunale il fatto non costituiva reato, dello stesso avviso non è stata la corte d'appello né, sulla base di quanto visto, la Cassazione. Il reato c'è e chi lo ha posto in essere deve scontarne le conseguenze.

Corte di cassazione testo sentenza numero 41469/2016
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(05/10/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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