Sei in: Home » Articoli

Separazioni: 3 su 10 per mancanza di sesso o per problemi a letto

I dati dei matrimonialisti italiani fanno il paio col calo dei matrimoni evidenziato dall'Istat
divorzio separazione tradimento

di Marina Crisafi - Altro che spiriti “calienti” e rapporti del tipo “'o famo strano”, gli italiani non fanno più sesso o hanno problemi a letto e 3 coppie su 10 si lasciano proprio per le c.d. “nozze in bianco”. Ad evidenziarlo è l'Associazione dei matrimonialisti italiani, commentando sulle colonne di Adnkronos, i dati Istat diffusi oggi.

Se l'istituto di statistica infatti registra un brusco calo dei matrimoni nel bel Paese (4.300 in meno rispetto al 2013) e un forte aumento delle unioni di fatto, oltre che una costante crescita di separazioni e divorzi, nell'arco di 16 anni al massimo (che diventano 10 per le coppie più giovani), a cambiare, dichiara il presidente dell'Ami, Gian Ettore Gassani, sono anche le cause che portano alla rottura dei matrimoni.

E il 30% è causato proprio dai rapporti senza sesso o con problemi a letto.

Una questione seria che, come fotografa il centro studi dell'Ami, è in costante aumento e riguarda i coniugi di tutte le età, dai 30 ai 90 anni. Ed inevitabilmente finisce nei tribunali, con i due ex che vanno avanti a suon di richieste di addebito, attribuendo alla colpa dell'altro l'impossibilità di soddisfare i propri bisogni sessuali in violazione degli obblighi previsti dal matrimonio (leggi in merito: “Il rifiuto dei rapporti sessuali e l'addebito della separazione"). Insomma la gente non fa più sesso, riflette Gassani, c'è una sorta di “abulia” dovuta probabilmente, “alla grande offerta, reale e virtuale”, al sesso come un compito da svolgere o fatto più fuori casa. E se un tempo il mal di testa l'aveva la moglie, dai dati Ami emerge che oggi sono sempre di più gli uomini a dire no e a doverlo dichiarare davanti al giudice tra le cause della fine del matrimonio.

Tra le altre cause di rottura, secondo i matrimonialisti, la maggior parte (circa il 60%) rimane comunque il tradimento da parte di uno dei due coniugi o di entrambi e in questo anche i social (Facebook e WhatsApp in primis) ci mettono lo zampino.

Un altro motivo, frutto indiretto dell'evoluzione tecnologica, è la mancanza di momenti di condivisione: con famiglie che non parlano più perché si è tutti presi a chattare, a navigare e a vivere solo virtualmente.

(12/11/2015 - Marina Crisafi)
In evidenza oggi:
» Quali sono i beni che non si possono pignorare?
» Cassazione: litigare davanti ai figli è reato
» Buoni fruttiferi postali cointestati: basta autocertificazione per rimborso?
» Le misure cautelari
» Cassazione: litigare davanti ai figli è reato


Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss