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Con la sentenza n. 24723, la Corte di Cassazione, in materia di gratuito patrocinio, ha stabilito che l'avvocato che svolga attività stragiudiziale in favore del cliente ammesso al gratuito patrocinio, non deve ricevere il compenso per l'attività prestata.
Riceverà, come hanno precisato i giudici di legittimità, la liquidazione per l'assistenza alla transazione svolta in esecuzione del mandato alle liti. È questo il contenuto della sentenza della seconda sezione civile che ha rigettato il ricorso di un avvocato che richiedeva il compenso per l'attività stragiudiziale svolta.
Secondo la ricostruzione della vicenda, la Corte di appello di Torino, rigettava il reclamo proposto da un avvocato avverso il decreto con cui il Tribunale di Torino aveva dichiarato inammissibile la domanda di liquidazione delle competenze per l'attività stragiudiziale dal medesimo svolta quale difensore di un soggetto ammesso al gratuito patrocinio. I giudici di merito avevano respinto l'istanza sul rilievo che, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, il
In allegato un fac-simile dell'istanza" href="https://www.studiocataldi.it/articoli/15377-gratuito-patrocinio-guida-e-fac-simile-dell-istanza.asp" class="keyword-link">patrocinio a spese dello Stato è previsto per l'attività giudiziale e non pure per quella stragiudiziale. Avverso tale decisione, l'avvocato, proponeva ricorso per cassazione denunciando l'errore della Corte di appello laddove, a stregua di una interpretazione restrittiva e letterale della normativa richiamata, aveva ritenuto che il