Studio Cataldi: notizie giuridiche e di attualità
Home |  Notizie giuridiche |  Notizie di attualità |  Ultima ora

News per il tuo sito Feed rss news Newsgroup Giuridici Consulenza legale Newsletter Giuridica Toolbar Giuridica



Responsabilità medica Infortunistica stradale Diritto Civile Diritto Penale Diritto del Lavoro Diritto Previdenziale Diritto di Famiglia Diritto Commerciale Diritto Costituzionale Diritto Amministrativo Tributario e Fiscale Immigrazione Condominio Tutti gli argomenti



Studi legali Consulenze legali Riviste e portali


Salute e benessere Traduttore Messaggi SMS gratis Biglietti da visita Tutto sul tempo libero»

Cassazione: non esiste un "diritto a non nascere se non sano"


rss
Add to Google

Bookmark and Share

La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di nascita esiste sempre, anche per chi non è sano. Il principio e' stato affermato dalla terza Sezione civile (sentenza 10741/2009) che nella parte motiva chiarisce come "la mancanza di consenso informato", tale da porre la madre nelle condizioni di poter scegliere per l'interrruzione volontaria della gravidanza, "non puo' dar luogo a risarcimento anche nei confronti del nascituro poi nato con malformazioni, oltre che nei confronti della gestante madre". La Corte ricorda che nel nostro ordinamento non e' contemplato "un diritto a non nascere se non sano", e quindi il "concepito, poi nato, non potra' avvalersi del risarcimento del danno perche' la madre non e' stata posta nella condizione di praticare l'aborto". La sentenza della Suprema Corte prende in esame il caso di una coppia che non riuscendo ad avere figli dopo il matrimonio, si era rivolta ad una clinica dove veniva prescritto alla moglie un medicinale denominato 'Clomid'. Dopo alcuni mesi arriva la gravidanza ma, come ricostruisce la sentenza, la donna aveva dato alla luce un bambino con gravissime malformazioni. Il ragazzino, diventato maggiorenne, ha chiesto il risarcimento del danno insieme ai suoi genitori. La richiesta veniva vormulata sia per la mancanza di una corretta informazione sui pericoli della terapia prescritta sia per il fatto che la donna non era stata posta nelle condizioni di poter scegliere per l'interruzione della gravidanza. La Suprema Corte ha ricordato che il ragazzo godendo di una "soggettivita' giuridica sul piano personale quale concepito", aveva diritto "a nascere sano" e quindi ecco il perche' i sanitari dovranno risarcirlo "per mancata osservanza sia del dovere di una corretta informazione (ai fini del consenso informato) relativamente alla terapia prescritta alla madre, sia del dovere di somministrare farmaci non dannosi per il nascituro stesso". Quest'ultimo, però rimarca la Suprema Corte, non ha "diritto al risarcimento qualora il consenso informato necessitasse ai fini dell'interruzione di gravidanza (e non della mera prescrizione di farmaci), dal momento che non esiste il diritto a non nascere se non sano".

(Data: 13/05/2009 18.31.00 - Autore: Roberto Cataldi)

legge finanziaria 2010 Liberalizzazioni Codice di procedura civile Legge fallimentare Decreto anti crisi 78/09 Bonus famiglia

Raccolta normativa Sentenze Cassazione Codici OnLine Legge Finanziaria Legge finanziaria 2010 Decreto Legge Bersani




Danno biologico Formulari OnLine Ricerca libri giuridici Interessi legali Rivalutazione monetaria Aste giudiziarie Ricerca CAP Numeri telefonici Tesi di laurea Esame avvocato Tariffe avvocati Tutte le risorse»


Ultima ora Legge Finanziaria Giornali e riviste Previsioni Meteo

Lo staff |  Contattaci |  Notizie giuridiche |  Notizie di attualità |  Leggi e sentenze |  Consulenza legale |  Chat line
© Studio Cataldi 2001-2010