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Come si ricorre alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e che cosa è possibile ottenere

Spesso accade che gli importi accordati dalla CEDU siano maggiori degli indennizzi quantificati e riconosciuti dalle Corti Italiane
Strasburgo corte europea
Avv. Francesco Pandolfi          cassazionista 

Perché ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e come introdurre il ricorso.

Una delle principali ragioni per cui conviene rivolgersi alla CEDU è che la Corte assicura (come non sempre accade negli stati membri)  l'applicazione della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo che a sua volta contempla una serie di diritti come il diritto alla vita, il diritto ad avere un processo equo (sia in sede civile sia in sede penale), il diritto alla libertà di pensiero e di  espressione e e molti altri diritti che vengono troppo spesso ignorati e calpestati: se la Corte appura la violazione di uno dei diritti fondamentali dell'uomo, può riconoscere all'avente diritto una somma a titolo di equa compensazione, una sorta di risarcimento per il pregiudizio sofferto.

Bisogna precisare che esiste uno specifico formulario messo a disposizione dall'organismo giudicante (scaricabile da questa pagina:  http://www.echr.coe.int/... ITA.pdf), da corredare con la documentazione occorrente per istruire il caso: l'atto va redatto in una delle lingue degli Stati che hanno ratificato la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e spedito (non faxato) all'indirizzo "European Court of Human Rights F 67075 Strasbourg Cedex".

Il ricorso (proponibile dopo l'esaurimento delle fasi di giudizio nazionali) deve contenere necessariamente: l'indicazione delle doglianze che si vogliono rappresentare, l'individuazione dei diritti lesi, la cronologia dei ricorsi interni già esperiti, la firma di chi ricorre.

Sin qui ciascun cittadino può gestire in completa autonomia il proprio ricorso, senza necessariamente doversi rivolgere ad un avvocato.

Appare evidente, comunque che, dato l'inevitabile tecnicismo, l'aiuto di un legale sia consigliato già dalle primissime fasi.

Tratto generale che caratterizza il procedimento avanti la Corte è l'uso dello scritto: un'udienza pubblica è un evento definito "eccezionale".

Inoltre è bene sapere che l'attività dell'Organo di Giustizia è gratuita, (non lo è naturalmente l'attività eventualmente svolta da un difensore, ma anche in questo caso è prevista la possibilità di fare domanda per il gratuito patrocinio).
L'impiego di un avvocato diviene obbligatorio nel momento in cui la Corte dovesse decidere di comunicare il ricorso al Governo.

La preliminare pronuncia sull'ammissibilità e la tempistica delle decisioni

E' bene sapere che la CEDU si pronunzia in primo luogo sull'ammissibilità del ricorso; superato questo vaglio "preliminare" procede all'esame vero e proprio giudicando se vi è stata o no violazione della Convenzione.
Attualmente la Corte decide in tempi molto brevi rispetto a quelli a cui siamo abituati in Italia: in media la decisione arriva in un anno dalla presentazione del ricorso.
Nonostante l'enorme numero di ricorsi pendenti abbiamo a che fare con una modalità di gestione decisamente efficiente.

La possibilità di mantenere un indennizzo maggiore

Spesso accade che gli importi accordati dalla CEDU siano maggiori degli indennizzi quantificati e riconosciuti dalle Corti Italiane: questo fenomeno si verifica spessissimo in materia di equa riparazione, ove le Corti di Appello italiane sono chiamate a verificare l'esistenza dei presupposti del danno da ritardo processuale come prescritto dalla Legge Pinto.


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Francesco Pandolfi
E-mail: francesco.pandolfi66@gmail.com - Tel: 328.6090590
Recapiti: Via Giacomo Matteotti 147, 4015 Priverno LT
Si occupa principalmente di Diritto Militare in ambito amministrativo, penale, civile e disciplinare ed è autore di numerose pubblicazioni in materia.
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(18/02/2015 - Avv. Francesco Pandolfi)
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