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Imu o Tasi: quale delle due costa di più?

domanda interrogativo
La legge di stabilità 2014 a continua a far discutere. A gettare acqua sul fuoco è stata anche un'indagine condotta dal sole 24 ore secondo cui la nuova Tasi costerà di più della vecchia IMU ("La Tasi peserà più dell'Imu").

I dettagli di questo confronto sono stati pubblicati ieri nelle pagine del noto quotidiano economico ma il Ministero dell'Economia ne contesta i contenuti affermando che la comparazione tra le due imposte doveva essere fatta a tenendo conto non soltanto delll'IMU ma anche della Tares. In questo caso il gettito sarebbe inferiore.

Il Sole 24 Ore risponde oggi spiegando che nello studio pubblicato ieri si è fatto un confronto tra due imposte a regime ossia tra l'IMU che si è pagata nel 2012 e la nuova Tasi in arrivo. Quando si è pagata l'IMU, spiega Il Sole 24 Ore, ossia nel 2012, non si è pagata la maggiorazione Tares. Mentre quest'anno a dicembre non si pagherà l'IMU ma si pagherà la Tares.
Anche il il quotidiano "il messaggero" parla di tasse più care sulle casa se la rendita è bassa (Casa, più tasse se la rendita è bassa: con la Tasi rischio penalizzazioni). "Se i Comuni non interverranno con proprie specifiche riduzioni, saranno le abitazioni principali con rendite catastali più basse a pagare il prezzo del riassetto della tassazione sulla casa.".

Finanzainchiaro.it mette in luce che la nuova Tasi e la nuova Tari non prevedono detrazioni o scaglioni di applicazione sulla base del reddito dei proprietari con la conseguenza che nel 2014 le tasse sulla casa si pagheranno anche su immobili che prima non erano soggetti all'IMU (TASI 2014 ANCHE SULLE CASE CHE NON PAGAVANO IMU).

E ancora: il Corriere della Sera denuncia che con Tasi ci saranno € 100 in più per le case di minor valore (Imu: l'abolizione, i costi e i paradossi ). "Per come si presenta oggi il tributo sull'abitazione principale - si legge nelle pagine del quotidiano - non solo appare una versione riveduta e corretta dell'Imu, ma rispetto alla vecchia versione rischia addirittura di far spendere di più a chi ha immobili di minor valore, avvantaggiando invece chi ha case di maggior pregio catastale".

Secondo il Corriere della Sera questo accade perché il nuovo tributo a un'aliquota massima dello 0,25% e lascia comuni la possibilità di prevedere esenzioni e fradici limitazioni. Se però le amministrazioni non riusciranno ad abbassare l'aliquota ecco che a farne le spese saranno proprio le case di minor valore.

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(21/10/2013 - A.V.)
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