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Femminicidio. Un passo avanti...

stalking donne

di Anna Maria Notaris - Finalmente la camera dei deputati approva la legge sulla Convenzione di Istanbul, per la prevenzione e repressione della violenza sulle donne. La legge riguarda tutte le forme di violenza: domestica, fisica, psicologica, stalking. Oggi gli episodi che si sono susseguiti hanno superato quota cento... Le donne, come narrano le impietose statistiche, vengono uccise da uomini conosciuti, mariti, fidanzati respinti, amori ''eterni'', padri, compagni fidati... Proprio quelli che dovrebbero far parte della cerchia della loro intimita' e sicurezza. Sono quei casi che la cronaca archivia in maniera frettolosa come delitti passionali, in preda a raptus di follia... E così le donne vengono ammazzate una seconda volta, perche' non si conosce l' entita' e la vastita'del fenomeno, ma che pero' riguarda milioni di donne in tutto il mondo. Morti ''annunciate'', che vengono etichettate come ''liti di famiglia'', o delitti passionali, di gelosie malate, che fanno ormai ascolti records in tv. Il termine coniato e' femminicidio, questa nuova categoria criminologica, ma i delitti vanno distinti per quello che sono: ''violenza estrema da parte dell' uomo contro la donna, in quanto donna''. Le vittime sono di ogni eta', Paese e religione. La verita' e' che viviamo ancora in un contesto patriarcale, dove la violenza domestica non viene sempre percepita come un crimine, per questo le risposte dello Stato non sono appropriate e sufficienti. I centri antiviolenza, le reti di ascolto e di assistenza sono ancora pochi, e ricevono finanziamenti a goccia dallo Stato, per questo il fenomeno e' ancora piu' chiuso che aperto...Non esiste, purtroppo, un' educazione sentimentale nelle scuole, in grado di formare gli adolescenti al rispetto del sentimento del genere altrui. I genitori sono lasciati in balìa di tradizioni che accettano ancora la figura del padre-padrone, frutto della mentalita' ancora talmente preclusa...Bisogna mettere insieme gli esempi buoni, quelli virtuosi, che pure esistono in quantita', e creare una fitta rete che permetta alle donne e alle loro famiglie di combattere questa violenza. Si puo' fare, in altri Paesi e' stato fatto, e i risultati si vedono! In questo cammino speriamo, anzi siamo sicure, io stessa lo sono, che gli uomini saranno con noi, perche' solo insieme potremo sanare questa ferita...

Anna Maria Notaris

E-mail amnotaris@alice.it

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(07/06/2013 - A.V.)
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