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Evasione di coscienza

barbara sordi rubrica
di Barbara LG Sordi -
PENSIERI DIETRO GLI OCCHIALI DA SOLE (pensieri semiseri sotto il solleone)
Mai come in questi giorni l'evasione fiscale è sentita come causa fondamentale alla base della nostra crisi, oh pofferbacco! Quale fantastica notizia, nessuno ci aveva mai pensato prima. Polemiche a parte è indubbio che quando si sentono cifre come 145 miliardi (!) di euro, persi ogni anno per via degli evasori fiscali un po' si rabbrividisce. Lo Stato, da che Monti si è insediato, cerca di portare a casa almeno una piccola parte di tutti questi soldi, intimando da più parti (soprattutto da quelle di Rimini, al meeting Cl, ndr) che si deve iniziare a creare una coscienza civile. Ma per sul serio. E per farlo, laddove in molti hanno fallito, ecco la soluzione inaspettata: chiamare gli evasori con il loro vero nome. Non più furbi, ma ladri (secondo Monti) o delinquenti (secondo i suoi supporter, per rincarare la dose). Io penso invece che si dovrebbe fare come in Inghilterra, dove li hanno chiamati con il loro nome, ma quello di battesimo; pubblicando anche le foto, corredati di dettagli sugli importi evasi, su internet. Perché non pensare di farlo anche qui da noi? Forse perché ci sarebbero troppe facce note e troppi conflitti d'interesse, che dite?

Ladri, delinquenti o furbi che siano, cominciamo a puntualizzare alcune cose sull'evasione, si dovrebbe iniziare a fare un vero e proprio distingui su due tipi di evasione: l'evasione dei poveri (o poveracci) e l'evasione dei super-ricchi (e, fortuna loro, di solito pure sufficientemente potenti). Con questa distinzione non voglio portare a pensare nessuno che l'evasione possa essere giusta, quello non lo è mai, ma che possa essere giustificata. Questo sì, concedetemelo. La prima è infatti spesse volte dettata da reali difficoltà economiche, non è un mezzo di arricchimento ma di sopravvivenza. Una gran bella differenza. Penso che a chiunque di noi debba essere concesso vivere con decenza, che di per sé non si dovrebbe nemmeno lontanamente avvicinare alla sopravvivenza.

Poniamo che io sia un semplice impiegato, con mutuo, moglie casalinga (che sgobba ma non è degna di un minimo riconoscimento economico) e, che so, tre figli tra i due e sette anni. Bene io in quei mille e duecento euro (ho detto semplice e semplice lo sono realmente) ci devo far stare quattrocento euro di mutuo (per cent'anni se mi va bene, a questa cifra mensile!), altrettante di spesa (prediligendo discount e offerte, che non siamo mica spreconi), un centinaio per scarpe e vestiti (anche se la maggior parte riesco ad averli gentilmente in regalo), cinquanta per attività dopo-scuola e relativo materiale, sessanta per l'abbonamento ai mezzi pubblici (mio e di mia moglie perché la macchina si muove solo in occasioni ultra-speciali), cinquanta per medicinali (voce da conteggiare solo se ci sono pidocchi o gastroenteriti in agguato). A questo punto centoquaranta ci rimangono per tutti gli imprevisti (dentista, medico specialista, gite scolastiche e regali per feste o per i nostri figli) e da accumulare per eventuali vacanze. Per fortuna ci sono tredicesima e quattordicesima per riuscire a tirare un sospiro di sollievo e gli assegni familiari; così dopo Imu e assicurazione per la macchina qualcosa si riesce a mettere sul libretto di risparmio. Ogni tanto "arrotondo" un po' con qualche lavoretto extra, compilando modelli unici o F24 per amici e parenti soprattutto; non ci si prende granché ma almeno sono "cash" ( si, insomma in nero), tutti solo per noi.

Di fronte ad un caso simile voi ve la sentireste di denunciare il "signor ladro evasore" di cui sopra? Io no, non credo che mi sentirei una cittadina civile e corretta, ma solo un'infame. Ho sempre amato la storia di Robin Hood proprio perché permette una visione duplice della realtà, rubare non sempre è un reato. Se, come già detto, è dettato da bisogno e necessità. È una evasione di coscienza, proprio come per gli obiettori di coscienza che un tempo si rifiutavano di fare il militare (quando era un obbligo, soprattutto perché di soldi per l'esercito ce n'erano molti di più a disposizione), spesso per ideali pacifisti sinceri. Non certo per semplice svogliatezza (visto che poi di tempo alla Patria per lavori sociali ne dovevano immolare molto di più).

Molto diverso il caso di chi di soldi ne ha già tanti di suo ed evade tasse su tasse, solo per avidità. È purtroppo il caso di molti professionisti ultra-affermati (attenzione però a non generalizzare, la maggior parte dei professionisti è onesta e per nulla ricca!) che fatturano pochissimo e hanno moltissimo, specialmente un tenore di vita da nababbi. Il libero professionista che non vi dà fatture di centinaia (o migliaia) di euro arrotonda alla grande, perché a voi costa esattamente lo stesso (non certo il prezzo favore dell'impiegato già citato). Infatti il suo sconto consiste nel togliervi quasi sempre, solo e soltanto, l'Iva, che molti di voi scaricherebbero comunque. Stesso discorso di tolleranza zero va fatta nei confronti di tutte quelle aziende, grandi, che riescono ad eludere le tasse in patria creando società fantasma all'estero, per far sparire i capitali. Ecco, a tutte loro auguro veramente il peggio e spero (anche se dubito) che questo nuovo corso politico qualcosa riesca a fare. Veramente. Altrimenti c'è solo da augurarci che prima o poi arrivi un Robin Hood a salvarci, perché io ai politici non crederei più definitivamente.

Aspettando che si avveri la profezia di Monti ("tagli alle tasse, ma non ora") , ci accontentiamo della massima di Passera ("le tasse sono troppe"), che come al solito già conoscevamo da tempo.

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(23/08/2012 - Barbara LG Sordi)
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