L'Azione cambiaria

Seguici su Facebook e su G. Plus
I titoli di credito
L'azione cambiaria è il rimedio giudiziale esperibile dal creditore in seguito al mancato pagamento della cambiale. Più precisamente, quando all'atto della presentazione della cambiale il trattario (in caso di cambiale tratta) o l'emittente (in caso di cambiale pagherò) non adempiono e la cambiale resta insoluta, il portatore può ottenere il pagamento promuovendo, a sua scelta, procedimento di ingiunzione, procedimento di cognizione ovvero procedimento esecutivo contro gli obbligati principali (c.d. azione cambiaria diretta) o contro gli obbligati di regresso (c.d. azione cambiaria di regresso) ex art. 49 r.d. 1669/33, c.d. legge cambiaria.

L'azione cambiaria diretta (art. 33 l. camb.)

L'azione diretta è promuovibile dal portatore contro gli obbligati principali (accettante e avallanti in caso di cambiale tratta, emittente e avallanti in caso di cambiale pagherò) senza particolari formalità. L'accoglimento della domanda, invero, è subordinato solo alla prova del mancato pagamento, che può essere fornita in qualunque modo. L'esercizio dell'azione non è sottoposto ad alcun termine decadenziale ma si prescrive entro tre anni dalla data di scadenza della cambiale. L'avallante che abbia provveduto al pagamento del portatore può a sua volta agire con azione cambiaria diretta nei confronti dell'avallato.

L'azione cambiaria di regresso (art. 50 l. camb.)

L'azione di regresso è promuovibile dal portatore contro gli obbligati di regresso (traente, girante e avallanti in caso di cambiale tratta, giranti e avallanti in caso di cambiale pagherò), anche cumulativamente, quando ricorrono le seguenti condizioni:

- presentazione all'accettazione: in caso di cambiali con scadenza a certo tempo vista la presentazione deve avvenire entro un anno dall'emissione, in caso di cambiali in cui è previsto un termine la presentazione deve avvenire nel termine stesso;

- presentazione al pagamento: la presentazione al pagamento nel termine stabilito non è necessaria soltanto quando sia già stato levato protesto per mancata accettazione ovvero sia frattanto intervenuto il fallimento dell'emittente o del trattario;

- elevazione del protesto: il protesto non è necessario soltanto in presenza di clausole cambiarie quali senza spese, senza protesto, o equivalenti; negli altri casi, l'omissione di tale adempimento comporta decadenza dall'azione. Dalla data del protesto, ovvero dalla data della scadenza nei casi in cui il protesto non è necessario, decorre altresì il termine prescrizionale pari ad un anno per l'esercizio dell'azione;

- obbligo di avviso: a pena del risarcimento del danno, seppur nei limiti della cambiale insoluta, il portatore deve avvisare il proprio girante e gli eventuali avallanti. L'avviso può avvenire in qualunque modo, compreso il rinvio della cambiale.
L'obbligato di regresso che paga la cambiale, può rivalersi sugli obbligati precedenti; per contro, l'azione cambiaria non è concessa all'obbligato pagante nei confronti degli altri obbligati cambiari per i quali valgono le regole sulle obbligazioni solidali di cui agli artt. 1298-1299 c.c.

Avv. Laura Bazzan
Indice di questa guida: I titoli di credito in generale - L'ammortamento dei titoli di credito - Il protesto definizione forma e termini - La cambiale - L'assegno - L'avallo effetti e forma - L'azione cambiaria - La girata della cambiale e dell'assegno
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
Arricchisci questa guida con un tuo commento:
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss