Successioni: Cosa accade se non ci sono eredi

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L'art. 596 c.c. enuncia che, in mancanza di altri successibili, l'eredità è devoluta allo Stato Italiano: l'acquisto avviene di diritto senza bisogno di accettazione e non può farsi luogo a rinunzia dell'eredità. La dottrina ritiene che sia un acquisto iure successionis a titolo derivativo.


I presupposti per i quali possa operare la devoluzione allo stato sono individuati:

  • nell'assenza di successibili;

  • nella situazione di giacenza ereditaria e di vacanza ereditaria;

  • nella cittadinanza del de cuius.


Per quanto concerne l'assenza di successibili, il codice prevede che gli eredi, in mancanza di testamento, siano i parenti sino al sesto grado del de cuius: diversamente dal codice abrogato, il quale prevedeva che la successione avesse luogo sino al decimo grado di parentela, il legislatore del '46 ha preferito evitare un arricchimento ingiustificato da parte di soggetti che, a causa del lontano grado di parentela, beneficiassero di un'eredità che non coinvolgesse direttamente la propria famiglia. Quid iuris nel caso in cui vi sia incertezza in merito all'esistenza o meno di successibili entro il sesto grado? Ricorre l'art. 70 c.c. in forza del quale il patrimonio ereditario si devolverà allo Stato.

Come già detto nei precedenti capitoli, in caso di incertezza in merito all'accettazione dell'eredità da parte del chiamato o di esistenza di successibili, è necessario verificare se vi siano o meno successibili mediante l'istituto della giacenza ereditaria. Il legislatore non dà una chiara previsione legislativa in merito, ma si ritiene che, proprio per accertare la mancanza di chiamati alla successione, si debba incaricare un determinato soggetto, che può essere il curatore dell'eredità giacente. Una volta accertata la mancanza di chiamati entro il sesto grado, l'eredità diverrà vacante e sarà automaticamente devoluta allo Stato.

Infine, per quanto concerne la cittadinanza del de cuius, l'art. 46 della Legge di diritto internazionale privato, la L. 218/95, enuncia che la successione è regolata dalla legge nazionale della cui eredità si tratta. Inoltre, può essere sottoposta alla legge italiana la successione del soggetto straniero residente in Italia, a condizione che, al momento del decesso, egli risieda ancora in Italia.

Il secondo comma dell'art. 586 c.c. dispone che lo Stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquistati, ossia risponde intra vires

Ma come vengono pagati i debiti ereditari? 

Il codice non dispone di una normativa specifica in merito, quindi parte della dottrina ritiene applicabile la procedura di liquidazione in caso di opposizione, regolata dall'art. 498 c.c.

(Dott.ssa Francesca Tessitore)
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